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martedì, 29 Novembre 2022

Trasporto pubblico, forte adesione allo sciopero. Punte in FVG del 99%

09.02.2021 – 15.59 – Lo scorso febbraio 2020, alle prime avvisaglie della pandemia, ma in assenza di una chiara regolamentazione anti-Covid, vi erano stati autisti che avevano improvvisato misure di sicurezza “fai-da-te” con cartelli e nastri; a cui erano seguiti mesi di lockdown in cui il servizio autobus, per quanto drasticamente tagliato, aveva continuato a funzionare, nonostante contemporaneamente iniziasse a mancare la liquidità con cui retribuire le paghe. E proseguendo nel corso del pandemico 2020, gli autobus avevano continuato a rappresentare il bersaglio degli strali anti Covid, oberando il già difficile lavoro degli autisti. Il Covid senza dubbio non è il responsabile del disagio del trasporto pubblico, ma nell’anno passato ha dimostrato di esacerbare problemi già presenti da anni. Tra questi il maggiore rimane il mancato rinnovo del Contratto Collettivo di lavoro, scaduto oramai da tre anni. Non sorprende pertanto, guardando al 2020 trascorso, come lo sciopero nazionale dell’8 febbraio 2021 sia stato un grande successo, con adesioni nel Friuli Venezia Giulia che hanno raggiunto anche il cento per cento. A Trieste in mattinata l’adesione è stata del 50%. A Pordenone lo sciopero, che si è concluso alle 12.30, ha registrato un’adesione molto alta, del 99% per il servizio urbano e di circa l’80% per quello extraurbano. Una riconferma anche per i sindacati organizzatori, rispettivamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro.

“I numeri altissimi di adesione rappresentano il segnale del malessere diffuso tra coloro che, nonostante la crisi pandemica, hanno proseguito con senso di responsabilità ad assolvere ai propri compiti, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini”, dichiara Antonio Pittelli, segretario della Fit Cisl Fvg.
“Stiamo vivendo un momento storico molto complicato, che ha visto il settore dei trasporti affrontare situazioni fino a qualche tempo fa inimmaginabili. I ritardi della sottoscrizione del contratto nazionale non rendono merito al valore messo in campo da tutti i lavoratori del settore. Ci troviamo, inoltre, di fronte a un bivio tra passato e futuro. Le aziende che sapranno rispondere in maniera innovativa e lungimirante alle nuove forme di domanda dovute al Covid e alla fase post pandemia sopravviveranno, le altre come minimo arrancheranno”, conclude Pittelli.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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