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giovedì, 1 Dicembre 2022

Il Consiglio comunale condanna il post di Fabio Tuiach, Panteca: “È nostro compito prendere con forza le distanze”

24.04.2021 – 10.14 – A seguito dell’ormai nota esternazione via Social da parte del consigliere comunale Fabio Tuiach relativamente all’aggressione ai danni dell’attivista LGBT di Trieste, Antonio Parisi e di alcuni suoi amici – denunciata dallo stesso la scorsa settimana – è intervenuto nella seduta di ieri, martedì 23 febbraio, il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, che “con il pieno sostegno del prefetto Valerio Valenti”, “e in totale condivisione con il sindaco Roberto Dipiazza”, ha espresso a nome dell’Aula, “la ferma condanna per quanto avvenuto e la piena vicinanza alla vittima” e “la più totale disapprovazione per il contenuto, per i toni e per i modi che il consigliere comunale Fabio Tuiach ha utilizzato per commentare la vile aggressione subita da un nostro concittadino”.
“E’ la seconda volta nel corso di questa consiliatura” ha esordito Panteca, “che come cittadino e presidente di questa assemblea mi sento in dovere di mettere un argine a manifestazioni pronunciate da un componente di questo consiglio comunale che attraversano irresponsabilmente il recinto dettato dall’articolo 3 della Costituzione”.

“Non è mio e non è nostro compito giudicare la vicenda dal punto di vista della responsabilità personale del consigliere in ordine alle dichiarazioni rese” ha continuato il presidente, ma, ha tuttavia ribadito “è mio ed è nostro compito prendere con forza e determinazione le distanze da un comportamento che considero disonorevole e riaffermare così quel valore di civiltà, tradizione e di rispetto della dignità umana propria di questa città”.
“Voglio rammentare al consigliere Tuiach quale sia il ruolo che egli ricopre e quale sia l’esempio che è chiamato a dare”,  ha aggiunto, ribadendo come “nessuna appartenenza, nessuna idea politica può andare sotto braccio alla violenza, alla discriminazione di qualsiasi tipo essa sia: nessuna asserita libertà di espressione politica può giustificare o assolvere l’autore di un fatto così detestabile e in nessun caso questo Consiglio comunale può essere associato a chi invece giustifica l’intolleranza anche semplicemente non condannandola”.

Al termine della comunicazione il consigliere Tuiach dal canto suo ha lamentato la mancata possibilità di replica in merito alla questione, tanto sui media quanto nell’Aula del Consiglio comunale dove, tuttavia, perlomeno nella fase consiliare in cui è avvenuto il discorso del presidente, non erano comunque previste repliche.

n.p

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