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martedì, 6 Dicembre 2022

Nuova ordinanza, Fedriga: didattica a distanza e zone arancioni per Udine e Gorizia

03.03.2021 – 15.09 – Didattica a distanza per tutte le scuole medie, superiori e università del Friuli Venezia Giulia a partire da lunedì 8 marzo e l’introduzione di una zona arancione per le aree di Udine e Gorizia a partire da venerdì 5 marzo. Queste le principali novità previste dalla nuova ordinanza regionale che sarà firmata oggi e avrà una durata di 15 giorni, illustrata stamane dal Presidente Massimiliano Fedriga, il vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi e l’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen.
A motivare la scelta di introdurre ulteriori misure restrittive, è stato spiegato, l’impennata di contagi registratasi nell’ultima settimana e la diffusione della variante inglese del virus. Un’inversione di tendenza, quindi, rispetto ai dati di gennaio, dove al contrario vi era stato un calo dei contagi e delle ospedalizzazioni. L’obiettivo è quello di “intercettare il prima possibile e comprimere la diffusione della pandemia” ha spiegato Fedriga, tramite scelte fatte “tenendo in considerazione gli effetti economici e lavorativi” e mettendo quindi in campo misure chiare e “il più efficaci possibili”, al fine di tutelare la salute ed evitare il protrarsi di una situazione di criticità anche nei mesi a venire.
L’Istituto Superiore di Sanità, anche sulla base di quanto accaduto lo scorso anno, ha continuato il presidente, ci dice “che il mese più critico sarà marzo, con un successivo miglioramento”, “ci dicono anche che il picco dovrebbe verificarsi dopo metà marzo per poi migliorare dopo il mese di aprile” con l’arrivo della stagione estiva e del caldo.

Pordenone e Trieste, dunque, rimarranno in zona gialla “rafforzata” (con la chiusura delle scuole), mentre Gorizia e Udine entreranno in zona arancione. Una scelta motivata dalla disomogeneità rilevata nell’incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti, maggiore nelle ultime due rispetto alle prime.
Sul fronte dei ristori per le attività che saranno danneggiate dall’introduzione delle nuove misure, “venerdì il Governo dovrebbe varare il decreto per le attività penalizzate anche” da restrizioni regionali, inoltre, ha aggiunto Fedriga, sempre venerdì “approveremo i ristori regionali, con un’attenzione particolare per le attività limitate nelle aree definite oggi arancioni”, principalmente bar e ristoranti.

Il mese di marzo sarà un mese difficile” ha affermato il vicepresidente Riccardi, evidenziando l’aspetto più preoccupante, ovvero “quello della mobilità della popolazione che interessa i luoghi in cui ci si muove” come ad esempio nel caso della scuola. Due le azioni su cui sarà quindi necessario concentrarsi: “una maggiore incidenza e rigidità sulle attività di isolamento – già iniziata – e l’aumento dell’attività di sequenziamento“.

Per quanto concerne la scuola, come nella precedente ordinanza, ha spiegato l’assessore Rosolen “verrà garantita l’attività di laboratorio e” sarà prevista una deroga per la presenza a scuola “di bambini e ragazzi con disabilità, dsa e bisogni educativi speciali, immaginando inoltre una deroga anche per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado non in possesso di dispositivi” e connessioni adeguate per poter seguire le lezioni da remoto. La scelta di introdurre la didattica a distanza anche per le scuole medie, e quindi per i minori di 14 anni, per i quali è prevista la presenza di un adulto in casa, ha concluso l’assessore, è stata presa anche in relazione alla decisione del Governo in merito ai congedi parentali.

La vera svolta la si avrà quando la campagna vaccinale diventerà diffusa e di massa” e a tal proposito “è iniziato un dialogo importante con il Governo” ha affermato Fedriga, auspicando un cambiamento nella “strategia della campagna vaccinale”. Non solo un problema di disponibilità delle dosi, ha evidenziato, ma anche del personale per somministrarle, che rende quindi fondamentale l’ampliamento delle professionalità in tal senso.
“Oggi Regione Friuli Venezia Giulia si prende la responsabilità di fare scelte difficili e di far pagare un ulteriore prezzo a chi lo ha già pagato in modo molto salato – studenti ed esercenti in particolare – però non saremo più disponibili a ragionare in questa maniera se non ci sarà un cambio di passo nella campagna vaccinale”. “Un ultimo sforzo che siamo disposti a fare” ha rimarcato, ma “non si può pensare che l’alternativa al vaccino siano le restrizioni”. Chi ne ha competenza deve “organizzare una campagna vaccinale poderosa e importante” prendendosene la responsabilità: “se perdiamo l’occasione del miglioramento nella stagione estiva per fare i vaccini” ha concluso “a settembre ci ritroveremo nella medesima situazione da cui eravamo partiti“.

n.p

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