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giovedì, 11 Agosto 2022

Covid, “Vaccino nei drive-in? Con l’urgenza, attenzione ai passi falsi”

11.03.2021 – 14.47 – C’è grande apprensione sull’andamento epidemiologico del Covid: la situazione in Italia, difatti, è stata riportata in veloce peggioramento, portando a varare nuove misure di contenimento che verranno rese note nei prossimi giorni. Alcuni parlano di terza ondata (non si sono mai concluse però, da un punto di vista epidemiologico, né la prima né la seconda); altri si domandano quale sia l’efficacia reale del vaccino ed il governo accenna ai drive-in. Per questo motivo, come già precedentemente effettuato, abbiamo contattato il dottor Fulvio Zorzut, epidemiologo triestino, che già dal marzo dell’anno scorso ci aiuta a ‘sbrogliare’ alcune lacune riguardanti la situazione attuale.

Partiamo con la prima questione: come mai sono aumentati i contagi? La chiusura delle scuole è  davvero necessaria per fermare questa nuova ondata?

“Innanzitutto chiariamo una cosa: non c’è nessuna ‘terza ondata’. Possiamo invece parlare di ‘curva bimodale’ [vedi schemi a fine articolo]. Questo vuol dire che la seconda ondata (quella di settembre-novembre) è rallentata significativamente con l’arrivo delle festività natalizie e le conseguenti chiusure, diminuendo ancora per il mese successivo ma mai scomparendo del tutto. Attorno al 20 febbraio, essa è tornata a salire. Si può effettivamente dire che ciò è avvenuto in concomitanza con la riapertura delle scuole e l’arrivo delle nuove varianti. Quindi sì, sicuramente la chiusura delle scuole si è resa necessaria. Ricordiamo che solo dopo una ventina di giorni dalla riapertura si sono potuti osservare concretamente gli effetti. Se le misure prese dal governo saranno efficaci, potremmo vedere un miglioramento sensibile già da metà aprile”.

La novità di questo incremento riguarda i contagi fra i più giovani.

“Esatto. Sebbene le nuove varianti non siano più ‘cattive’, risultano comunque molto più contagiose. Si è potuto notare che nella fascia tra i 0 ed i 18 anni, i contagi hanno raggiunto il 17,7 per cento mentre per gli over 70 si parla del 12,3 per cento. Si nota, quindi, una diminuzione dell’incidenza nell’età avanzata ed un aumento nei giovani. Sebbene questi ultimi siano nella maggioranza dei casi asintomatici, un elemento di preoccupazione è proprio la diffusione in ambiti familiari in quanto dai giovani passa poi agli anziani. Essere positivi non è sempre sinonimo di essere ammalati ma il contagio si trasmette comunque. Proprio per questo motivo, una chiusura durante le festività pasquali sembra inevitabile”.

Lei però è fiducioso che si possa vivere un’estate quasi normale..

“Questo non lo posso prevedere ma sicuramente il Coronavirus è molto sensibile ai raggi ultravioletti. Ciò vuol dire che il bel tempo assieme all’aria aperta -quindi stare meno in ambienti confinati dove può restare sospeso il virus- aiutano a diminuire i contagi. Già a maggio/giugno si dovrebbe vedere un buon calo”.

Draghi, assieme al generale Figliuolo, ha parlato di “voler raggiungere l’immunizzazione di massa” . Il rischio è quello di dover utilizzare, nel frattempo, anche delle scorte destinate ai richiami in attesa che arrivi la monodose (vedi IlSole24Ore). Il governo parla anche di “Drive Through da allestire in tempi record”.

“Esatto, ed è rischioso. Premetto innanzitutto di non voler mettere in dubbio il buon operato svolto dal governo in svariati ambiti che non mi competono. Sulla questione vaccini, però, la mossa dei ‘drive through’ non mi sembra adeguata. Mi spiego: i tendoni predisposti ai tamponi non possono essere gli stessi predisposti ai vaccini. I vaccini non dovrebbero proprio essere effettuati ‘in velocità’ o postazioni simili perché c’è bisogno di personale formato che effettui i vaccini in sicurezza -cosa che manca al pari delle dosi dei vaccini- e faccia accoglienza, registrando la persona facendole un’anamnesi. In questo modo si potrà chiedere al paziente riguardo ad eventuali allergie, patologie pregresse, etc e avere i dati per eventuali considerazioni sui sintomi futuri. Va da sé che per effettuare un counseling adeguato con successivo consenso da poter leggere e firmare vadano spesi almeno dieci minuti con personale ed ambiente adatto, cosa impossibile da effettuare in una macchina! Un’altra conseguenza di questa gestione può riguardare un problema normativo su possibili -rari casi- di complicazioni successive all’inoculazione del vaccino: nulla vieta alla persona che le subirà a chiedere quindi un risarcimento sia al personale che all’azienda sanitaria. Ciò non vuol dire non rispondere alle esigenze immediate ma bisogna garantire alle persone di poterlo fare anche tramite normative adeguate”. Un ulteriore rischio è quello di correre troppo con la somministrazione dei vaccini e non possederne più per il richiamo (come già accennato su Il Messaggero). Se ciò accadesse, finché non si potranno avere vaccini monodose, questo potrebbe comportare il rischio di attenuata efficacia, o nullità della vaccinazione (tutto ancora da dimostrare; nel Regno Unito, infatti, si è scelta proprio la strada del rischio di vaccinazione senza richiamo) su coloro che hanno potuto usufruire solo della prima dose.

Un’ultima questione: si dice che in realtà l’effetto gregge o immunizzazione di massa non è pienamente possibile da raggiungere… il vaccino è o non è efficace? Perché si sente parlare di persone che hanno contratto il Covid dopo i vaccini? Come mai si deve indossare ancora la mascherina dopo aver fatto il vaccino?

“Parlando di vaccini in generale, sottolineo che -dopo la potabilità dell’acqua- sono stati il traguardo più importante della storia, in quanto fondamentali per l’uomo. Tutti i vaccini, sebbene con diverse percentuali, hanno una bassa probabilità di non efficacia. Parlando del Covid, si calcola un’efficacia dei vaccini attuali corrispondente all’incirca al 90 per cento. Il richiamo viene effettuato tra il 20mo e il 28mo giorno -a seconda dell’azienda farmaceutica- successivo alla prima vaccinazione. Dopodiché -questo molti lo dimenticano- non si è’immuni’ da subito: bisogna aspettare tra gli otto e i dieci giorni per dare la possibilità al sistema immunitario di ‘conformarsi’ a ciò che ha ricevuto. Questi vaccini sono dovuti uscire in fretta e di conseguenza, non avendo potuto sperimentarli a sufficienza, non possiamo conoscere ancora la durata della loro immunità. Per ora, però, si può tranquillizzare sul fatto che i geni delle nuove varianti non sono mutati, quindi i vaccini risultano efficaci anche per esse. Per rispondere all’ultima domanda, chi ha fatto il vaccino deve girare con la mascherina e prendere le stesse precauzioni degli altri perchè, a differenza dei vaccini passati che conosciamo, questi non danno la certezza di essere ‘sterilizzanti’. Ciò vuol dire che io che ho fatto il vaccino sono protetto ma ciò non mi garantisce che non possa infettare altre persone. Per questo motivo, per ora, viene meno ‘l’effetto gregge’ “.

Michela Porta

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