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giovedì, 1 Dicembre 2022

In Friuli Venezia Giulia il tasso di occupazione femminile tiene

19.03.2021 – 09.46 – Il Friuli Venezia Giulia va controtendenza verso lidi decisamente positivi per quanto riguarda l’occupazione femminile che resta tra le più alte di tutto lo Stivale: “C’è una tenuta generale dell’occupazione e il tasso di occupazione femminile (58,9%)” della nostra Regione “è tra i più alti in Italia, oltre ad essere tra i pochi in incremento, seppure lieve (+0,3%), rispetto al 2019.
Rimane sempre il gender gap, ma le differenze tra i generi si riducono man mano che il titolo di studio è più elevato” osserva l’assessore regionale al Lavoro, Università, Formazione e Famiglia Alessia Rosolen, portando i saluti della Regione al convegno “Donne e Lavoro 2021”, quarta edizione dell’evento promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche dell’Università di Trieste in collaborazione con Aidda Fvg – Associazione italiana donne imprenditrici e dirigenti di azienda e Mib Trieste School of Management, con il patrocinio del Comune di Trieste.

“La tenuta del mercato del lavoro in regione è solo in parte merito degli imprenditori, della politica e degli strumenti che sono stati messi in campo perché – ha osservato Rosolen – ci sono altre componenti fondamentali: l’istruzione, l’orientamento, il diritto allo studio, per cui ad esempio associazioni come Aidda si impegnano in prima persona, le opportunità fornite a studentesse e studenti nella loro carriera scolastica e postuniversitaria”.
Ricordando come il governo attuale e anche il precedente abbiano posto al centro del dibattito nazionale, grazie alla promozione del Family act, la necessità di fare ordine con un assegno universale al sostegno della genitorialità e l’urgenza di mettere in campo congedi per alleviare il carico reso spesso insostenibile per le famiglie dall’emergenza coronavirus, Rosolen ha indicato i principali obiettivi ancora da raggiungere per ridurre il gap di genere.

“Dobbiamo lavorare ancora per dare risposte in merito al raggiungimento di un livello retributivo che all’estero è sicuramento più alto a fronte di un costo del lavoro minore, all’equità dei livelli salariali, al pari accesso alle opportunità di carriera, alla qualità e estensione del welfare e dei servizi a supporto delle lavoratrici: occorre verificare e incrementare tutti questi temi, dando risposte sul territorio e coinvolgendo le imprese nel settore della responsabilità sociale d’impresa, della certificazione della parità di trattamento all’interno delle aziende. Occorre concentrarsi sui soggetti veramente deboli: le giovani donne che non sono ancora entrate nel mercato del lavoro. A loro dobbiamo la massima attenzione.
Dalle esperienze e testimonianze raccolte oggi – ha concluso Rosolen – sono molti gli spunti utili emersi”.

L’evento, introdotto dal rettore Roberto Di Lenarda e dalla presidente di Aidda Fvg Lilli Samer, è stato moderato da Donata Vianelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese e delegata del Dipartimento alle Relazioni e Mobilità Internazionale.
Organizzato nell’ambito delle attività di promozione delle pari opportunità di genere dell’Ateneo di Trieste, con la collaborazione del Centro Interdipartimentale di ricerca per gli Studi di Genere e del Comitato Unico di Garanzia, il convegno attraverso le testimonianze di sei manager che si sono collegate al webinar da Germania, Francia, Belgio, Regno Unito e Svizzera, ha fornito un quadro aggiornato a livello europeo su quali siano le misure attuate dalle aziende europee per favorire le carriere femminili e su quale sia la cultura aziendale rispetto il gap di genere, approfondendo il ruolo delle istituzioni e i cambiamenti emersi durante la pandemia.

[c.c]

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