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domenica, 14 Agosto 2022

Nuovo decreto anti-Covid: cosa cambia?

01.04.2021 – 10.27 – Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto contenente le nuove misure anti-Covid, che entrerà in vigore a partire dal 7 aprile fino al 30 del mese.
L’Italia, di fatto, rimane suddivisa tra zone rosse e arancioni, non viene infatti previsto il ripristino delle zone gialle dopo Pasqua. Tuttavia, se la situazione epidemiologica lo consentirà, verrà valutata la possibilità di eventuali riaperture per alcune aree del paese.  Novità sul fronte scolastico, con il rientro in classe per gli studenti fino alla prima media nelle zone rosse, e fino alla terza media e superiori (ma solo al 50 per cento in quest’ultimo caso) nelle zone arancioni, con l’impossibilità per i presidenti di regione di emanare ordinanza restrittive per la chiusura degli istituti.

Permane dunque il divieto di spostamenti tra regioni e, per le zone rosse, di far visita a parenti o amici; consentite invece le visite nelle zone arancioni, sempre nel limite di due persone (con eventuali minori di 14 anni o persone non autosufficienti conviventi) all’interno del comune di residenza; sarà inoltre sempre possibile fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Gli spostamenti in zona rossa, quindi, saranno previsti solo per motivi di salute, necessità o lavoro, e sarà possibile raggiungere le seconde case a patto che non vi siano ordinanze regionali che impongono misure più restrittive in tal senso.
Nulla cambia anche per quanto concerne il coprifuoco, che viene confermato dalla 22 alle 5.

Tra le novità più rilevanti, la vaccinazione per chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati. In caso di rifiuto, vi sarà la possibilità di essere sospesi o demansionati, fino alla sospensione dello stipendio se necessario.
Infine, il decreto prevede lo sblocco dei concorsi introducendo procedure concorsuali semplificate. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Per consentire lo svolgimento delle prove in sicurezza viene previsto l’obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

n.p

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