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giovedì, 8 Dicembre 2022

Tavolo per la terza ripartenza del Fvg: le proposte di Forza Italia su lavoro e infrastrutture

15.04.2021 – 14.00 – Il capogruppo provinciale di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, introduce, con una nota, le proposte che il gruppo consiliare regionale dello stesso partito presenterà domani, venerdì 16 aprile, al Tavolo per la terza ripartenza del Friuli Venezia Giulia. «Dal lavoro e dagli investimenti – comincia la nota – partono le azioni di ripresa e resilienza della nostra regione, con la sua vocazione manifatturiera innovativa e l’invidiabile posizione geografica, che la pone in un quadro di riferimento geopolitico di primaria importanza». Forza Italia, con una visione della Regione che guarda ai prossimi vent’anni, pensa al territorio «come una grande area produttiva, collegata al resto d’Italia e dell’Europa con infrastrutture all’altezza, e non certo soltanto come un immenso, quanto sterile, piazzale di stoccaggio merci».

«Pensando al lavoro come motore di crescita e coesione sociale – spiega il capogruppo – per il gruppo di Forza Italia è lungimirante la realizzazione di un centro per la promozione della sicurezza e addestramento sul lavoro. È in corso la redazione di uno studio di fattibilità, finanziato dalla Regione grazie alla nostra iniziativa, per la sua realizzazione in un’area di dodici ettari, che comprenderebbe simulacri, piattaforme, simulatori e laboratori per una formazione completa sulla prevenzione dei rischi in ogni ambiente di lavoro, a servizio di lavoratori e imprese. Con questa iniziativa, il Friuli Venezia Giulia si porrebbe all’avanguardia a livello internazionale. Il centro si candiderebbe a sede naturale dell’Agenzia europea per la sicurezza sui luoghi di lavoro, che non dispone oggi di simili strutture”.

Un’altra proposta riguarda la riscoperta, il rilancio e il potenziamento dell’idrovia Litoranea veneta, sistema fluviale e lagunare in grado di collegare Friuli Venezia Giulia, Veneto e Pianura Padana, rappresentando una valida alternativa sostenibile, in certe condizioni, ai trasporti su gomma e rotaia, con finalità commerciali di trasporto merci e turistiche. Il progetto è unire Trieste e Venezia con una via d’acqua a sezione variabile, che presenti numerosi punti di banchina in corrispondenza dei nodi urbani, industriali e turistici, con l’utilizzo di imbarcazioni a zero emissioni. Una risposta anche alla necessità di collegare i retroporti industriali con i porti, aspetto a sua volta oggetto delle proposte.

«Rientra in questo aspetto – conclude la nota – anche la modernizzazione della linea Trieste-Venezia, contemplandone la velocizzazione ma soprattutto l’alta capacità, abbattendo al contempo gli impatti ambientali e acustici, e il raddoppio della Udine-Cervignano, che così potrebbe esprimere le sue potenzialità per il trasporto merci da e verso il nord Europa. Ne gioverebbe, da queste opere, anche il ruolo di Trieste Airport in rapporto alla crocieristica».

a.b

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