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martedì, 6 Dicembre 2022

Pesca, Piccin (FI): «È importante contenere il cormorano in regione»

Il volatile è un pericolo per le risorse ittiche delle acque interne

16.04.2021 – 12.04 – Il consigliere regionale Mara Piccin (Forza Italia), in una nota, ricorda che «è urgente contenere il cormorano in Friuli Venezia Giulia, perché rappresenta un serio pericolo per i pesci delle acque interne». Per questo motivo, la forzista, ha depositato una mozione «per impegnare la Giunta ad avviare un percorso con l’obiettivo di adottare un efficace piano di prelievo in deroga e a segnalare la problematica alla Conferenza Stato-Regioni, perché venga avviato un dialogo con le istituzioni europee con la proposta di rivedere la cosiddetta “Direttiva uccelli”». Consultando i dati, raccolti nel corso del monitoraggio nell’ambito dell’International Waterbird Census dall’associazione Astore Fvg e dalla Regione, Piccin rende noto «che nel 2020, il totale degli individui ha raggiunto quota 3mila727, dato che sale a 3mila740 se riferito al conteggio dei raggruppamenti che si verificano alla sera nei dormitori (condizione che garantisce, secondo gli esperti, maggiore precisione nel conteggio). Nel 2011, gli individui erano 1.532 e, se conteggiati nei dormitori, 1.987. Il picco era stato raggiunto nel 2018, rispettivamente con 4mila922 e 5mila272 unità. Ma la tendenza, nel decennio, è stata di un costante aumento dei cormorani e il numero relativo allo scorso anno è il più alto dopo quello del 2018».

Il cormorano è un grande predatore che ha iniziato a colonizzare le acque interne del Fvg dagli anni Novanta. Rappresenta un serio pericolo per i pesci, potendo consumarne circa seicento grammi al giorno. Tra le specie a rischio attacco vi sono soprattutto i salmonidi autoctoni, come la trota marmorata o il tremolo, esemplari a rischio d’estinzione e protetti dalla cosiddetta Direttiva Habitat comunitaria. Il cormorano prima è stato decimato proprio per l’impatto sulle risorse ittiche, poi protetto dalla Direttiva uccelli (inoltre, la legge 157 del 1992 non lo elenca come specie cacciabile) perché a rischio d’estinzione, consentendone una proliferazione che però è diventata problematica, creando un danno economico, ambientale e alla pesca sportiva. Inoltre, le popolazioni ittiche delle acque interne, a causa della vastità del reticolo idrografico non si possono proteggere con reti anti-uccello, dissuasori acustici o altri strumenti.

a.b

 

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