Giro 2021, ci siamo: sabato al via da Torino

07.05.2021 – 12.21 –  I preparativi sono terminati, il Giro d’Italia 2021 è finalmente pronto a partire. La carovana rosa partirà domani (sabato 8 maggio) da Torino con la breve cronometro individuale che darà il via alla corsa, per chiudersi a Milano domenica 30 maggio, ancora con una cronometro individuale che designerà il vincitore finale dell’edizione numero 104 della Corsa rosa. 3479,9 i chilometri totali della manifestazione, che attraverserà 14 regioni e che celebrerà in maniera particolare il Sommo Poeta Dante Alighieri, nel settecentesimo anniversario dalla sua dipartita.

Giro 2021: i corridori al via

Tra gli atleti che prenderanno il via alla corsa, si registra l’esordio alla più importante corsa ciclistica del Bel Paese del colombiano Egan Bernal, in forza alla suoer Ineos e vincitore del Tour de France nel 2019. A supportare l’assalto del colombiano alla maglia rosa, un super contingente composto da Castroviejo, dal cronoman nostrano Filippo Ganna (che ha indossato il simbolo del primato nella classifica generale nella scorsa edizione nei giorni precedenti alla caduta del compagno di squadra Geraint Thomas), da Moscon e da Sivakov. Altro grande favorito di quest’edizione è Mikel Landa della Bahrain, giunto sul podio nel 2015 e ancora in cerca di un’affermazione in un grande giro.

Osservato speciale il giovane talento belga Remco Evenepoel: il classe 2000, vincitore nell’anno di esordio (2019) di un argento mondiale e di un oro europeo a cronometro è considerato l’enfant prodige del ciclismo mondiale (a ragione, viste le tantissime affermazioni da esordiente) ma è fermo dallo scorso agosto, quando una terribile caduta al Giro di Lombardia (per il quale partiva favorito) terrorizzò tutti gli spettatori e gli lasciò in dote una frattura del bacino e una contusione a un polmone. Al suo fianco, sempre per la Deceuninck, corre il portoghese Almeida, quarto nella classifica finale dello scorso anno dopo 15 giorni in maglia rosa e anche lui molto giovane (il lusitano è un classe 1998).

Il Giro vedrà ai nastri di partenza anche l’italiano Vincenzo Nibali, in dubbio fino all’ultimo a causa di un infortunio patito in allenamento qualche settimana fa. I tifosi dello Squalo sognano di vederlo per la terza volta sul gradino più alto del podio al traguardo finale di Milano, ma la realtà è ben diversa e già lo scorso anno l’Enzino nazionale aveva dovuto pagare dazio ai tanti talenti più giovani (Geoghegan Hart, Hindley, Almeida, Keldermann) pur non sfigurando nel complesso e ottenendo alla fine l’ennesimo piazzamento nella top ten della sua fenomenale carriera (il messinese si classificò infatti settimo). Quest’anno, viste anche le condizioni fisiche non eccellenti, con ogni probabilità il passista siciliano si “accontenterà” di dare la caccia a qualche tappa e di puntare a qualche classifica accessoria, magari facendo da gregario al talentuoso compagno di squadra alla Trek e connazionale Giulio Ciccone, anche lui a caccia di qualche tappa alpina e tra i candidati più seri alla maglia azzurra di miglior scalatore, a cui punterà anche il corridore della Jumbo George Bennett.

Tra i cacciatori di tappe, il leader della BORA Hansgroe Peter Sagan, vincitore di una tappa nello scorso Giro alla sua prima partecipazione nella corsa rosa. Se negli anni passati lo slovacco è stato uno dei più implacabili vincitori di volate, negli ultimi tempi l’istrionico corridore della BORA ha dovuto spesso vedere i rivali alzare le braccia per esultare sul traguardo e per vincere dovrà puntare ad azioni da finisseur, proprio come quando vinse la tappa di Tortoreto Lido nel 2020. Per le volate l’Italia punta forte su Elia Viviani della Cofidis, campione europeo nel 2019 e vincitore della maglia ciclamino (che designa il leader della classifica a punti) al Giro 2018. L’azzurro dovrà guardarsi però da altri specialisti delle volate, come Gaviria della UAE e Caleb Ewan della Lotto Soudal, principali candidati alla classifica a punti della corsa rosa.

Le tappe della Corsa rosa numero 104

Al Giro d’Italia 2021 ci sono tappe per tutti i gusti, anche se, come di consueto, le salite più belle che hanno fatto la storia del ciclismo saranno tutte nella terza settimana. Si parte con l’arrivo sullo Zoncolan della quattordicesima tappa (22 maggio) caratterizzata da tre Gran Premi della Montagna: se la prima parte è praticamente pianeggiante, dopo 130 chilometri c’è la prima asperità con la scalata del Monte Rest. Il bello arriva però nel finale, con l’ascesa dello Zoncolan: 18 chilometri di scalata con quasi 800 metri di dislivello. Più semplice la quindicesima tappa, che porta da Grado a Gorizia e che prevede lo sconfinamento in Slovenia: vi sono anche qui tre GPM, ma sono di quarta categoria e non dovrebbero creare particolari patemi d’animo ai ciclisti. Patemi che invece ci saranno nella tappa numero 16, che prevede la partenza da Sacile con arrivo a Cortina d’Ampezzo: il tappone dolomitico prevede oltre 5500 metri di dislivello complessivi, distribuiti lungo i 212 chilometri, con quattro ascese e 3 GPM di prima categoria. L’arrivo, dopo la discesa dal Passo Giau, è in leggera ascesa. Altro tappone terribile è il ventesimo: si tratta della tappa alpina tra Verbania e Valle Spluga-Alpe Motta, che prevede anche uno sconfinamento in Svizzera, con la terribile scalata di Passo San Bernardino (24 chilometri al 6,2% di pendenza media).

Insomma, non mancheranno agli scalatori le occasioni per guadagnare punti in chiave maglia azzurra e magari minuti per la generale. Meno occasioni, invece, le avranno i cronoman come Filippo Ganna, visto che le tappe contro il tempo sono soltanto due: la prima, molto breve (8,6 chilometri totali dentro Torino lungo le due rive del Po, con il passaggio al parco del Valentino) e l’ultima, che porterà i ciclisti da Senago a Milano dopo 30 chilometri praticamente totalmente pianeggianti e rettilinei. Non mancheranno le occasioni per le fughe da lontano (come per l’appunto la Grado-Gorizia), principalmente nella seconda settimana, che daranno occasione a qualche corridore in cerca di gloria di imprimere il proprio nome nella storia del giro. Meno occasioni, invece, per gli sprinter, che avranno comunque 6 tappe, distribuite su tutte e tre le settimane, per mettere in mostra le proprie abilità in volata: dalla Stupinigi-Novara (seconda tappa) alla Rovereto-Stradella alla diciottesima.

Insomma, stando alle premesse, come cantava Paolo Belli qualche anno fa, sembra proprio “Un gran bel Giro“: nella speranza che non manchi lo spettacolo e che ci possa essere qualche sorpresa e, perché no, che qualche italiano possa lasciare il segno.