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giovedì, 8 Dicembre 2022

Situazione A2A, Monfalcone non si arrende e presenta un progetto alternativo

11.05.21-07.30- Un tema delicato quello della questione A2A: come già affrontato precedentemente, il progetto prevede la trasformazione della struttura in centrale a turbogas. Contrari i cittadini, il comune di Monfalcone e quelli limitrofi (da Ronchi a Fiumicello). I motivi sono molti e tutti di grande rilevanza: il fatto di voler investire su una centrale a gas in un momento storico in cui si fa riferimento ad energie rinnovabili nel rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030; una precedente centrale a gas già esistente nella nostra regione che funziona a singhiozzo, a Troviscosa; le ampie problematiche della salute e dell’ambiente (passando dalla maggior ricaduta delle polveri sottili ed ultrasottili fino ai danni all’ecosistema e alle biodiversità).

Per questi motivi, nella giornata di ieri, 10 maggio, il sindaco di Monfalcone Anna Cisint, assieme alla start up ECO, ai tecnici e all’amministrazione ha voluto presentare con una conferenza un progetto alternativo e largamente innovativo, che andrebbe ad incentivare, da una parte, la situazione generale del comune di Monfalcone. Lo scopo è quello di proporre un percorso che si svolga accanto (e non in contraddizione) alla società A2A. L’idea è quella di mirare a più posti di lavoro e alla sicurezza ambientale e sanitaria con una riqualificazione dell’area fronte mare accanto al porto. “È necessario trovare le modalità che più rispecchiano le necessità della comunità del Territorio” ha sottolineato il Sindaco.

Nello specifico, in un’area semicircolare di 150.000 metri quadrati si svilupperà un complesso dedicato all’accoglienza delle navi da crociera che, tramite l’uso di tecnologie green, potrà portare ad aumento di occupazione pari alle 4.000 unità. Con l’arretramento della banchina, si lascerebbe spazio alla crocieristica con una prospettiva nautica ma anche residenziale e turistica, sottolineando il valore della zona negli ambiti industriale, culturale e storico. Si parla difatti di un parco fotovoltaico per la produzione di energie e ricovero di autovetture (1.200 posti macchina); edifici con varie funzioni (da Marina Club, ad uffici vari, poli professionali, ed accumulatori elettrici; quest’ultimi possibili tramite 6.000.000 di euro di fondi europei per l’elettrificazione della città) e perfino di un Museo dell’energia. Punto ‘forte’, proprio il camino dell'(ex?) centrale: rivisitato, diventerà un punto di osservazione e ristorazione dal quale sarà possibile vedere oltre all’Italia, anche Croazia, Slovenia ed Austria.

Progetto ambizioso e preferibile, quindi, alla centrale A2A. [Da approfondire la questione “crocieristica green”, in quanto ambito ancora di recente evoluzione che dovrà quindi tenere in considerazione l’impatto ambientale della grande navigazione e l’impatto urbanistico].

Dopo la presentazione comunale, il tutto verrà portato questo mercoledì al tavolo tecnico previsto con la Regione e la A2A stessa, sperando che l’incontro in questione conduca a nuovi e positivi accordi che indirizzino i presenti, in un epoca così incerta e precaria, al rispetto primario del nostro ambiente.

m.p.

 

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