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martedì, 16 Agosto 2022

A Sestola è Rosa di Buja: vince Dombrowski, ma De Marchi è nuova maglia rosa

12.05.2021 – 08.25 – Va in archivio la quarta tappa del Giro d’Italia 2021, la Piacenza-Sestola. Tappa travagliata anche per la Rai (alle prese con problemi tecnici causati dal meteo nella prima parte di giornata) oltre che per i corridori, impegnati in un percorso aspro e caratterizzato da continui saliscendi nella sua parte finale. Ad alzare le braccia sul traguardo è lo statunitense Dombrowski, ma l’Italia può festeggiare perché, anche oggi, sul podio di tappa figurano due atleti italiani: si tratta di De Marchi e di Fiorelli. Figurano bene anche Bernal, Ciccone e Landa, mentre perdono tantissimo i due Deceuninck Evenepoel e, soprattutto, Almeida.

Non solo: il rosso di Buja (che per stasera potrà eccezionalmente farsi chiamare rosa di Buja) sale in vetta nella classifica generale, sfilando la maglia dalle spalle di Ganna, che lavora duramente nella prima parte di tappa per riprendere la fuga e che paga dazio nelle salite finali. La scelta tattica della Ineos (mettere la maglia rosa a tirare il gruppo senza concedergli cambi, sfiancandolo fisicamente) è quantomeno particolare: vero che il cronoman piemontese avrebbe comunque perso la maglia, ma forse avrebbe meritato un po’ più di considerazione da parte della sua ammiraglia. Oltre alla maglia rosa, cambiano proprietario anche la maglia azzurra, che va sulle spalle del vincitore di tappa Dombrowski, e la maglia bianca, ora appannaggio dell’ungherese Valter.

Piacenza – Sestola, cronaca della quarta tappa del Giro 2021

La quarta tappa del Giro d’Italia 2021, già impegnativa sulla carta per via dei continui saliscendi nella seconda parte del tracciato, è resa ancora più complicata dalle condizioni meteo (che per larghi tratti impediscono ai mezzi Rai di fornire le immagini della corsa in diretta). I primi attaccanti di giornata sono i belgi Campanaerts e Hermans, che vengono lasciati in avanscoperta dal gruppo, che comunque controlla la situazione. Dopo i primi chilometri interlocutori, il drappello di testa è rimpinguato da numerosi scatti dal gruppo ed è ora composto da una ventina di atleti. Gli attaccanti aumentano il ritmo e anche il vantaggio sul gruppo maglia rosa, che supera i 5′. Tra i fuggitivi ci sono però diversi atleti (Oliveira, De Marchi, Campanaerts) vicini in classifica generale alla maglia rosa Filippo Ganna, che decide dunque di alzare il ritmo del gruppo, aiutato dalla Astana. Il vantaggio dei battistrada, però, non diminuisce e, anzi, aumenta: alle porte di Parma, il gruppo transita con oltre 6′ di ritardo. La parte pianeggiante della tappa finisce e iniziano le salite, quando al traguardo mancano circa 100 chilometri. Il gruppo accorcia un pochino il margine, che al traguardo volante di Rossena (dove il primo a transitare è Tagliani, davanti a Venchiarutti e Fiorelli) si aggira intorno ai 4’30”.

Il gruppo dei battistrada perde Tagliani (già in fuga nella seconda tappa) e Zoccarato (che era scattato invece nella terza tappa), quando si avvicina la vetta del primo GPM di giornata a Castello di Carpineti, dove le condizioni meteo continuano a essere difficili. A transitare per primo è Gavazzi, mentre il ritardo del gruppo – dal quale inizia a staccarsi qualche corridore, in particolare i velocisti – è di 5’45”. Nella discesa che segue il GPM è ora il danese Juul-Jensen a fare l’andatura, mettendo in difficoltà qualche compagno di fuga, tanto che al comando rimane solo un terzetto, composto dal danese, dal fuggitivo della prima ora Hermans e da Taaramäe, mentre in gruppo è la maglia rosa a mettersi in testa e fare il lavoro sporco, senza ricevere cambi nemmeno dai compagni di squadra; non basta, però, perché il gap tra il gruppo e i fuggitivi, lungi dal ridursi e, anzi, aumenta fino a raggiungere i 7′. La salita ricomincia e a perdere contatto con il gruppo maglia rosa è l’italiano Viviani, scortato però dal fedele scudiero Consonni, mentre i tre fuggitivi aumentano il vantaggio: a 50 chilometri all’arrivo i primi inseguitori sono staccati di quasi 2′, mentre il gruppo è a ben 8′. Il belga della Intermarché Hermans esaurisce il proprio lavoro: non ne ha più per stare con i primi e, negli ultimi chilometri del secondo GPM si stacca. A transitare per primo al GPM di Montemolino è Taaramäe, mentre il gruppo dei primi inseguitori (composto ora da otto atleti, tra cui Vendrame e De Marchi), che pure perde progressivamente pezzi, accorcia il divario, ora poco superiore al minuto. Il gruppo, trainato dalla Deceuninck, percorre la rampa allungandosi, visto che alcuni ciclisti (tra cui Ganna, stanco dopo tutto il lavoro della giornata) scivolano nelle retrovie pur senza perdere contatto.

Nella discesa che segue, Vendrame si lancia alla rincorsa della coppia di testa, che comunque resiste mantenendo intorno al minuto il vantaggio ai -20, anche perché gli inseguitori, alle prese con i calcoli di classifica, faticano ad accordarsi per lanciare l’azione. Nel gruppo principale non si vedono più la maglia rosa Ganna (già certo di perdere la maglia a fine giornata) e la maglia azzurra Albanese, mentre a fare l’andatura insieme alla Ineos sono la Bahrain e la Deceuninck, mentre il ritardo dai battistrada inizia decisamente a ridursi nei pressi del traguardo volante di Fanano, situato al termine di una discesa veloce e tecnica nella quale, tra gli inseguitori, Jacopo Mosca mette in mostra le proprie qualità di discesista. Si torna a salire verso il terzo e ultimo GPM di giornata, posto in cima alla salita di Monte Passerino, 4,3 chilometri al 9,9% di pendenza media e tra gli inseguitori scattano De Marchi e Dombrowski, che si riportano presto sulla coppia di testa. Il gruppo principale (ora formato da una quindicina di corridori), che intanto continua a rimontare, perde il portoghese Almeida. Se il portoghese va in crisi, in salita vola Giulio Ciccone, scattato e ripreso poco dopo da Landa. Il primo a transitare sul GPM è Dombrowski.

Anche se mancano solo 2 chilometri alla fine, la corsa entra nel vivo: scattano anche Vlasov e Bernal, che riprendono Ciccone e Landa formando un nuovo drappello di cui fa parte anche McCarthy. Evenepoel perde terreno, mentre davanti Dombrowski va a vincere in solitaria sul traguardo di Sestola, seguito a 13″ dalla nuova maglia rosa De Marchi, con Fiorelli a completare il podio. Il gruppetto dei migliori è regolato da Bernal, seguito da un altro drappello dove figurano Evenepoel e Yates, mentre a 1’15” dal gruppo di Bernal e Ciccone arrivano Nibali e Pozzovivo. Paga tantissimo Bennett, giunto a oltre 3′. Ma la festa è tutta per il rosso…pardon, per il rosa di Buja, Alessandro De Marchi: il friulano di San Daniele è il nuovo leader della classifica generale.

Ordine di arrivo 4ª tappa:
1- Dombrowski (UAE), in 4h58’38”.
2- De Marchi (Israel) a 0’13”.
3- Fiorelli (Bardiani) a 0’27”.
4- Vervaeke (Alpecin) a 0’29”.
5- Tratnik (Bahrain) a 0’29”.
6- Valter (Groupama) a 0’44”.
7- Edet (Cofidis) a 0’49”.
8- Oliveira (Movistar) a 0’57”.
9- Taaramäe (Intermarché) a 1’33”.
10- Jensen (Team BikeEschange) a 1’36”.

Classifica generale (maglia rosa) dopo 4 tappe:
1- De Marchi (Israel), in 13h50’44”.
2- Dombrowski (UAE) a 0’22”.
3- Vervaeke (Alpecin) a 0’42”.
4- Oliveira (Movistar) a 0’48”.
5- Valter (Groupama) a 1’00”.
6- Edet (Cofidis) a 1’15”.
7- Vlasov (Astana) a 1’24”.
8- Evenepoel (Deceuninck) a 1’28”.
9- Bettiol (Education First) a 1’37”.
10- Carthy (Education First) a 1’38”.

Classifica a punti (maglia ciclamino) dopo 4 tappe:
1- Merlier (Alpecin), 50.
2- Viviani (Cofidis), 38.
3- Nizzolo (Qhubeka), 35. 
4- Sagan (BORA Hansgroe), 29.
5- Van der Hoorn (Intermarché), 28.

Classifica scalatori (maglia azzurra) dopo 4 tappe:
1- Dombrowski (UAE), 18.
2- Albanese (EOLO), 16.
3- Taaramäe (Intermarché), 13.
4- De Marchi (Israel), 10.
5- Gavazzi (EOLO), 9.

Classifica Under25 (maglia bianca) dopo 4 tappe:
1- Valter (Groupama), in 13h51’44”.
2- Vlasov (Astana), a 0’24”.
3- Evenepoel (Deceuninck), a 0’28”.
4- Bernal (Ineos), a 0’39”.
5- Sivakov (Ineos), a 1’08”.

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