Ornella Vanoni e Giorgio Strehler, un amore “Senza fine”

30.08.2021 – 09.00 – È da poco trascorso il centenario dalla nascita di Giorgio Strehler: triestino, nato a Barcola, fu una figura che fece la storia del teatro. Fu regista e politico, subentrò nel settembre 1983 a Bettino Craxi diventando parlamentare europeo del Partito Socialista Italiano. Morì sul palco durante le prove del Così fan tutte, a Lugano, la notte di Natale del 1997 e le sue ceneri sono tutt’ora conservate qui, a Trieste, nel cimitero di Sant’Anna.
Passò buona parte della sua vita a Milano, dove con Nina Vinchi e Paolo Grassi fondò il Piccolo Teatro di via Rovello, inaugurato nel maggio del ’47. Fu il primo teatro stabile italiano.
Proprio a Milano conobbe un grande amore, Ornella Vanoni, che a vent’anni diventò la sua fidanzata. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Vanoni ricorda Strehler, un’uomo ai tempi sposato, ma che l’ha amata follemente. Vanoni seguiva i corsi del Piccolo Teatro e così conobbe il regista, al quale piaceva assistere alle lezioni frequentate dalla cantante.
“Nessun uomo mi ha mai amata tanto – ha raccontato Ornella Vanoni ai microfoni del Corriere – Era sposato, ma non importava: sposarmi non è mai stata la mia ambizione”.
“Veniva sempre a fare lezione nella mia classe – ha spiegato – per lo stupore delle altre: di solito non si vedeva mai. L’insegnante di danza era sua moglie, da cui era già separato. Mi detestava: aveva capito al volo che sarei piaciuta al marito”.
Una figura che ha pesantemente influito sulla formazione della cantante quella di Strehler, che la incoraggiava, riconoscendone il talento. “Non hai i nervi per reggere” diceva della Vanoni, e “aveva ragione. Però alla fine ce l’ho fatta senza di lui”.
Come raccontato dall’artista, la rottura avvenne per un flirt avuto dalla donna con Renato Salvatori, quando vennero diffuse delle foto che ritraevano i due sul lago di Bracciano. “Strehler ne soffrì come un cane – ha spiegato la cantautrice – veniva a casa mia e cominciava a ripetere: ‘Con te non posso vivere, senza di te non posso vivere‘. Una volta, anni dopo, mi telefonò: ‘Tu devi tornare con me, ti voglio al mio fianco’. Lo informai che stavo per sposarmi”.

In quegli anni Vanoni e Strehler frequentavano le bettole della Milano del dopoguerra, tra gelosie, vizi e arte, poi si persero. “Non potevo seguirlo nella droga e negli altri suoi vizi – ha detto infine Vanoni – Giorgio era circondato da donne in adorazione; non si capacitava che una potesse dirle di no. Nella vita lo amavo come si ama un uomo. E delle altre non me ne fregava niente”.
A breve verrà presentato a Venezia il docufilm “Senza fine”, di Elisa Fuksas, che racconta della vita di Ornella Vanoni, delle sue sconfitte e dei suoi amori, anche con il grande regista triestino.

b.b