Coronavirus, effetto paradosso: ci sono più positivi fra i vaccinati?

23.11.2021 – 12.30 – Più positivi fra i vaccinati che fra i non? È normale, quando i vaccinati sono la maggioranza delle popolazione. Continuano infatti commenti e considerazioni sul vaccino anti Covid che, da un punto di vista scientifico, non hanno fondamento e non si possono sentire, ma che vengono messe sullo stesso livello delle valutazioni della comunità di medici e ricercatori. È il problema dei media mainstream che, in una errata convinzione di poter offrire al pubblico un dibattito “democratico”, mettono in video incontri e presentano confronti e dibattiti in cui chi ha la migliore capacità di eloquio o la maggiore capacità di ‘bucare lo schermo’ vince, anche se non ha la competenza scientifica per certe valutazioni o affermazioni.
Ciò detto si legge e si sente da più parti che i vaccini non proteggono, e si porta come esempio il fatto che vengono colpiti dal virus anche i vaccinati, che contribuiscono all’aumento dei ricoveri o decessi di questo periodo. È evidente la volontà di dare una interpretazione distorta dei dati, destabilizzando ulteriormente una opinione pubblica già confusa da un susseguirsi di informazioni errate, quando invece bisognerebbe evitare di fomentare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione.

Se le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica l’effetto paradosso, per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, per un semplice fatto di numerosità statistica. In questi casi l’incidenza del Covid-19 intesa come il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione, è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questi numeri, se letti correttamente e non estrapolati in modo malizioso e strumentale, ribadiscono l’efficacia della vaccinazione come strumento per il contrasto all’epidemia. La vaccinazione anti Covid-19, come accade per tutte le vaccinazioni, non protegge il 100 per cento degli individui vaccinati, e questo, dalla comunità scientifica, è sempre stato spiegato chiaramente fin dall’inizio del loro impiego. Attualmente sappiamo, ma le conoscenze sono in continuo aggiornamento, che la vaccinazione anti Covid-19, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge per oltre l’80 per cento dall’infezione, al 94 per cento dal ricovero in ospedale, al 97 per cento dal ricovero in terapia intensiva e al 96 per cento da un esito fatale della malattia (secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità ISS).
Con l’aumentare della copertura vaccinale decresce il numero dei casi, proprio per l’efficacia della vaccinazione; questo comporta che i pochi casi tra i vaccinati possano apparire proporzionalmente numerosi solo perché la numerosità della popolazione dei vaccinati è  molto più elevata di quella dei soggetti non vaccinati. L’effetto paradosso è ben noto e previsto, quindi nessuna sorpresa.

Fulvio Zorzut