Effetto Covid sul lavoro dipendente in Fvg: cala di 12mila unità la media occupati

23.11.2021 – 08.30 – Che la pandemia abbia sortito effetti negativi in termini di lavoro e occupazione – con la socialità ridotta e parte delle attività economiche chiuse per settimane – non è certo una novità. L’indagine del ricercatore Alessandro Russo dell’Ires FVG su rielaborazione dei dati Inps, fotografa per il 2020 (rispetto al 2019) una diminuzione dei lavoratori dipendenti nel settore privato in Friuli Venezia Giulia – agricoltura esclusa -, con un meno 4% ed una media passata da circa 303.500 a 291.334 unità. In particolare, come era prevedibile, la caduta libera si è registrata tra aprile e maggio dello scorso anno, con quasi 43mila lavoratori retribuiti da imprese private in meno, un calo del 14,6%. (Va tenuto comunque conto che di questi buona parte è rimasta occupata pur percependo trattamenti di integrazione salariale come nel caso della cassa integrazione).
Meno drammatico ma comunque non particolarmente incoraggiante il quadro riguardante i lavoratori a tempo indeterminato, in una situazione forse un po’ più favorevole rispetto ai primi grazie al blocco dei licenziamenti, che se a giugno vedeva un recupero dei valori del 2019 al secondo semestre rimane comunque ben al di sotto dei livelli dello scorso anno. Commercio, alberghi e ristorazione i settori più colpiti, ovvero quelli che hanno maggiormente risentito delle misure restrittive messe in campo per far fronte all’emergenza Covid-19 e dove vi è in generale per la gran parte una presenza di contratti determinati o stagionali. Gli unici settori che hanno (comprensibilmente) registrato un aumento dell’occupazione e delle giornate retribuite dalle aziende è quello dell’assistenza sociale residenziale; a seguire i servizi informatici e le attività di pulizia e smaltimento rifiuti, e la fabbricazione di prodotti farmaceutici.
Anche in questo caso a subire il contraccolpo più pesante sono state le donne ed i giovani (Under 30): quest’ultimi in particolare sono stata la categoria che ha registrato una contrazione maggiore in termini di giornate retribuite (-12,7%) contro il -3,8% degli Over 50.
Una situazione non certo delle più rosee ma che, se confrontata al contesto nazionale, appare meno drammatica poiché il Friuli Venezia Giulia, nonostante i numeri presentati dall’indagine risulta comunque essere tra le regioni dove la flessione in termini di occupati è stata minore rispetto alla media nazionale (-4% contro il -5,7%), sia delle giornate retribuite dalle aziende (-8,5% contro -10,6%).

[n.p]