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martedì, 25 Gennaio 2022

Arpa FVG, 2021: aumenta l’ozono, lieve diminuzione polveri sottili

04.01.22-08.30- L’Arpa FVG comunica, contrariamente a quanto accaduto nel 2020, un’inversione di rotta nella qualità dell’aria per il 2021 in Friuli Venezia Giulia. Le stazioni di misura hanno infatti rilevato un aumento dell’ozono anche se rilevano, dall’altra parte, un consolidato trend di leggera riduzione del PM10 nelle aree più impattate da questo inquinante. Nello specifico, lo scorso anno le polveri sottili hanno visto un minor numero di superamenti delle polveri sottili dei limiti di legge sulle concentrazioni medie giornaliere di PM10 rispetto agli anni precedenti (2017-2020); la diminuzione è stata maggiore nella fascia a confine con il Veneto e la bassa pianura friulana, aree maggiormente problematiche nel Friuli Venezia Giulia (fig. 1).

Figura 1 – Mappa del numero di giorni con superamento della concentrazione media di 50 μg/m3 per il PM10. Il limite di legge è fissato in 35 giorni con concentrazioni superiori ai 50 μg/m3 che non devono essere superati in un anno solare.

Il maggior numero di superamenti del limite del PM10 si è manifestato nei primi mesi del 2021, quando frequenti periodi di ristagno atmosferico hanno portato a prolungate serie di giorni con concentrazioni delle polveri oltre le soglie ammesse. Nell’ultima parte dell’anno si sono verificate invece condizioni di minor ristagno, ad esclusione degli ultimissimi giorni dell’anno a causa dell’arrivo di aria estremamente calda in quota. Questo andamento, confermato da almeno un paio d’anni, potrebbe essere un’evidenza positiva degli effetti dei cambiamenti climatici sulla qualità dell’aria: il mese di dicembre, tipicamente caratterizzato da prolungati periodi di ristagno, presenta invece un comportamento più propriamente autunnale piuttosto che autenticamente invernale.

Peggioramento, ma non eclatante, per l’ozono nel 2021, anno peggiore rispetto al 2020, ma tutto sommato in linea con il triennio precedente (2018-2020), con un netto aumento del numero di superamenti della soglia giornaliera di 120 μg/m3 (calcolata come media su otto ore consecutive) (fig. 2) individuata come obiettivo di qualità per l’aria. Tali superamenti hanno interessato soprattutto la fascia dell’alta pianura dal pordenonese all’udinese, mentre poco hanno segnato la zona montana, la bassa pianura e la zona triestina.

Figura 2 – Mappa con il numero di giorni con superamento della concentrazione media di 120 μg/m3 per l’ozono (calcolata come media su 8 ore continuative) individuata come obiettivo di qualità per l’aria. Il limite di legge è fissato in 25 giorni all’anno con concentrazioni superiori ai 120 μg/m3 che non devono essere mediamente superati in un periodo di tre anni.

L’aumento dell’ozono in questione non è però accompagnato da un contestuale aumento della radiazione solare che si attesta a valori molto simili a quelli del 2020. L’incremento nel numero dei superamenti della soglia giornaliera di 120 μg/m3 non trova un’immediata spiegazione a causa della chimica piuttosto articolata che questa molecola ha nella matrice aria ambiente; la concentrazione di questo inquinante dipende infatti dalla contestuale compresenza e reattività di molte altre specie chimiche (primi tra tutti i composti organici volatili). Il sensibile aumento dei superamenti giornalieri dell’ozono nel 2021 è coerente anche con i valori massimi orari di ozono che, nel 2021, sono risultati più elevati che nel 2020.

c.s.

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