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venerdì, 19 Agosto 2022

Casanova a Gorizia, l’uomo universale che catturò l’Isontino

30.07.2022 – 07.01 – La figura dell’avventuriero, del gran conquistatore e del seduttore privo di scrupoli ha da sempre affascinato sia il pubblico maschile, invidioso ma allo stesso tempo seguace delle gesta mirabili dell’idolo, sia quello femminile, stuzzicato dalla provocazione del proibito.
Queste peculiari caratteristiche erano parte integrante del celebre Giovanni Giacomo Casanova, figura capace di varcare la soglia del mito superando i confini dello spazio tempo.
Casanova non fu in realtà un “semplice” avventuriero, un banale don Giovanni, egli non si limitò a sedurre o a essere l’oggetto del desiderio; lui fu quanto di più simile all’uomo rinascimentale, un individuo dal carattere poliedrico capace di cimentarsi in innumerevoli campi, tra essi spiccano la scrittura, egli si affermò infatti anche come grande poeta, la musica, dove fece del violino la sua arte (si esibì infatti a partire dal 1746 nel teatro S. Samuele di Venezia), e anche l’arte della guerra, nella quale si distinse come soldato militando nell’armata veneta orientale.
Casanova, nato a Venezia nel 1725, fu un grande girovago dalla fase puerile, quando intraprese impegni scolastici a Padova, Venezia e in Calabria, fino a quella più “adulta”, periodo in cui si cimentò in tutta Europa, anche a seguito dell’incarcerazione del 1755 presso i Piombi di Venezia, a sedurre donne, a intraprendere duelli e a esercitare la magia per i pubblici più disparati.
Ma questo intreccio di saperi e questa sua natura “nomade” come si intrecciarono con il territorio Isontino e il suo capoluogo?
Il grande amatore veneziano frequentò svariate volte le nostre terre e in particolare la città e i dintorni di Gorizia.
Ho trovato tutti gli svaghi che potessi desiderare” scrisse su Gorizia nelle sue Memorie, queste parole diedero vita a incalcolabili leggende sulla sua permanenza goriziana, tuttavia, vi sono alcune fonti che ci permettono di andare oltre il mito per scovare un fondo di realtà.
La sua prima permanenza goriziana venne addirittura documentata dal giornale locale Gazzetta Goriziana che su di lui scrisse: “Sabato 10 corrente è passato per qua il signor Giacomo Casanova di Saint Gall celebre per li diversi famosi incontri da lui avuti, girando l’Europa”.
Durante il suo primo soggiorno l’uomo seppe instaurare rapporti saldi con i grandi della Gorizia dell’epoca: partendo dalle celebri famiglie nobili goriziane, come i Torres, i Lantieri, i Coronini, gli Strassoldo e i del Mestri, fino a scomodare figure iconiche del passato come Goethe, Schiller, Goldoni e addirittura Napoleone, Maria Teresa e Pio VI.
Risulta essere un vero e proprio dato di fatto la sua appartenenza all’esclusiva cerchia nota al tempo sotto il nome di “Conti della Torre” e la permanenza presso il Palazzo della Prefettura, edificio cinquecentesco che vide tra i suoi ospiti, oltre al già citato Casanova, anche gli imperatori Ferdinando d’Austria e Francesco Giuseppe.
L’avventuriero dimostrò grande attaccamento alle tradizioni e alla cultura culinaria del territorio soggiornando per ben due mesi, nel 1773, presso la suggestiva cornice del Castello di Spessa, dove amava accompagnare con la cucina friulana e del buon vino i suoi soliti piaceri.
Per commemorare la storica permanenza la splendida tenuta di Capriva omaggia ancora oggi il Casanova con un affascinante percorso caratterizzato da una serie di tabelle volte a condividere le sue frasi più celebri sull’amicizia, sulle donne e soprattutto sull’amore.

[a.f.]

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