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lunedì, 3 Ottobre 2022

Ricongiungimenti famigliari, Cisint punta a modifica della norma. Salvini, ‘Porteremo proposta in Parlamento’

07.09.2022 – 15.55 – Soglia di reddito minimo parametrata sul costo della vita; prospettiva di reddito sul lungo periodo; permanenza di almeno due anni sul territorio italiano; obbligo di registrare in Italia i matrimoni contratti all’estero; indicazione del numero di effettivi occupanti nella certificazione dell’idoneità dell’alloggio. Questi i cinque punti salienti della proposta di modifica della legge sui ricongiungimenti famigliari che il sindaco Anna Cisint ha esposto oggi a Matteo Salvini in occasione della visita al sacrario di Redipuglia, consegnando a quest’ultimo una copia del dossier con le modifiche che l’amministrazione comunale intende proporre al nuovo Parlamento che si insedierà dopo le elezioni politiche del prossimo 25 settembre e per la quale il senatore si è impegnato ad avviare l’iter in Parlamento.

“Bastano soli due mesi di permanenza in Italia per poter inoltrare richiesta per ricongiungere anche sei persone che non hanno un’occupazione e che quindi gravano sul reddito dell’unico componente della famiglia che lavora” spiega il primo cittadino. “Abbiamo verificato che, nel Comune di Monfalcone, l’impatto sui servizi relativi al welfare è del 100%, con richieste per il trasporto scolastico, mense, sanità e alloggi. Per ricongiungere due persone bastano 11.967,28 euro di reddito lordo annuo che, spalmati su tutti i componenti della famiglia, corrispondono a 3.989,09 euro pro capite. Ciò che chiediamo è che la normativa italiana segua le disposizioni interne di altri Stati membri dell’Ue. Una modifica che riteniamo essere un atto dovuto nei confronti degli italiani, perché sarebbe giusto che ricevessero un trattamento almeno pari agli altri cittadini comunitari.”

Una proposta ritenuta ragionevole dal senatore che comunicando la sua piena disponibilità afferma:“Faccio mia e giro ai nostri parlamentari la proposta di modifica di una norma i cui parametri, in relazione ai tempi di permanenza in Italia e al reddito minimo per consentire i ricongiungimenti, non sono compatibili con l’esigenza sottesa dalla direttiva comunitaria, che prevede che gli stranieri ricongiunti non gravino sul welfare statale del Paese di destinazione. Un provvedimento che consente di andare nella direzione prevista dalla linea comunitaria”.

[n.n]

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