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venerdì, 9 Dicembre 2022

Gradisca, l’allerta migranti richiama l’attenzione dell’intera comunità

22.11.2022 – 08.00 – Nella giornata di ieri, lunedì 21 novembre, l’assessore regionale all’Immigrazione Pierpaolo Roberti si è unito all’incontro in programma a Gradisca in compagnia del sindaco della città , Linda Tomasinsig, la Giunta comunale e i capigruppo del Consiglio comunale per trattare due argomenti decisamente delicati: la situazione del sovraffollamento del Cara e l’abbondate presenza di migranti in città non appartenenti al circuito dell’accoglienza.
“Pragmaticamente la Regione è pronta a erogare al Comune di Gradisca d’Isonzo 250mila euro per rafforzare il sistema di illuminazione cittadino e gli apparati di telesorveglianza con delle nuove telecamere per coprire il controllo in particolare nella zona del Cara. – ha dichiarato l’assessore Roberti – Inoltre, stiamo lavorando, nell’ambito della nuova legge sull’immigrazione, per un ulteriore stanziamento al fine di aiutare l’Amministrazione comunale ad affrontare il disagio e il degrado causati dall’attuale impatto numerico della presenza di immigrati a Gradisca“.
A queste parole dell’assessore si sono poi aggiunte quelle di alcuni componenti della Giunta che, confermando la massima collaborazione con il Comune nell’affrontare questa emergenza, hanno rimarcato come le competenze sul territorio, aldilà di alcuni piccoli accorgimenti della Regione legati all’istallazione delle telecamere o al contrasto del degrado, spettino in realtà allo Stato centrale.
“A tal riguardo – ha quindi aggiunto Roberti – i numeri parlano chiaro: negli ultimi 3 anni, dal 2019 ad oggi, è stato registrato un incremento di ingressi nel Friuli Venezia Giulia pari al 92%. Un confronto che rappresenta delle cifre ormai ingestibili, anche alla luce dei bandi andati deserti indetti dalle prefetture per ampliare le strutture d’accoglienza”.
Secondo l’assessore va quindi sottoposto al Governo nazionale il problema, guardando a quanto fatto nel 2019 nei termini di una riattivazione dei respingimenti e delle riammissioni con la Slovenia, replicando quanto fatto dalla Francia con l’Italia.
Per quanto riguarda le richieste per un allargamento dell’accoglienza diffusa, Roberti ha manifestato scetticismo affermando che quest’ultima soluzione presenta delle oggettive controindicazioni, soprattutto sul versante della sicurezza, in quanto rende più difficoltosi i controlli, e delle situazioni sociali, soprattutto nel contesto urbano con l’occupazione di intere aree come nel caso di Piazza della Libertà a Trieste.
In occasione della stagione invernale, periodo caratterizzato solitamente da un considerevole calo degli ingressi a causa delle condizioni climatiche, il Governo potrebbe riorganizzare l’intero sistema dell’accoglienza sul territorio in vista della primavera, “periodo nel quale ritornerà la pressione dei flussi provenienti dalla rotta balcanica e dal Canale di Sicilia. Una pressione – ha concluso Roberti – che non dovremo subire passivamente, ma che dovrà essere gestiva in maniera più restrittiva”.

[a.f.]

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