13 aprile 2026 – 10.12 – Un’occasione per il pubblico del Teatro Comunale di Monfalcone “Marlena Bonezzi”, che giovedì 16 aprile alle ore 20.45 ospiterà una delle formazioni più prestigiose della scena cameristica internazionale. La Stagione Musica 2025/2026, curata dalla direzione artistica del Maestro Simone D’Eusanio, accoglie il violonista Gidon Kremer, figura carismatica nota per una filosofia artistica intransigente e un’attenzione costante alla contemporaneità. Accompagnato da due eccellenze dell’area baltica, il trio promette un’esplorazione sonora che spazia dal minimalismo spirituale ai grandi classici, offrendo una sintesi rara tra rigore tecnico e profondità emotiva.
Il Gidon Kremer Trio, composto dal celebre violinista insieme alla violoncellista lituana Giedrė Dirvanauskaitė e al pianista lettone Georgijs Osokins, presenterà un programma articolato che prende il via dalle atmosfere rarefatte di Arvo Pärt. L’apertura sarà dedicata al minimalismo sacro di “Für Alina” e alla trascrizione di Osokins di “Lamentate: Fragile e conciliante”, brani che intendono condurre la platea verso una dimensione di introspezione. Ad arricchire la serata interverrà il soprano Anna-Lena Elbert, interprete dalla carriera internazionale consolidata nonostante la giovane età, che presterà la sua voce alle “Sette Romanze su poesie di Alexandr Blok op. 127” di Dmitri Shostakovich. L’opera è descritta come un ciclo di struggente bellezza in cui la voce si fonde con una trama strumentale densa di simbolismo e inquietudine. La conclusione del concerto sarà affidata alla luminosità regale del Trio op. 97 “L’Arciduca” di Ludwig van Beethoven, considerata una delle vette assolute del repertorio per trio con pianoforte.
La forza di questo ensemble risiede in un legame artistico profondo e duraturo. Con Giedrė Dirvanauskaitė, Kremer condivide il percorso fin dalla fondazione della Kremerata Baltica nel 1997; la violoncellista, nota per il suo suono caldo e cantabile, ne riveste il ruolo di primo violoncello dal 2008. Più recente, ma altrettanto significativo, è l’incontro con il pianista Georgijs Osokins, notato da Kremer durante il Concorso Chopin di Varsavia nel 2015, quando il musicista di Riga attirò l’attenzione per interpretazioni definite radicali e imprevedibili. Il sodalizio tra i tre è nato con estrema naturalezza durante una prova a Lockenhaus, dove i musicisti realizzarono che il loro suono era già compiuto, “come se si conoscessero da sempre”. Tale affiatamento ha portato il trio a successi discografici di rilievo, tra cui la nomination agli International Classical Music Awards e agli Opus Klassik nel 2020.
A rendere la serata ancora più piacevole e fruibile anche ai meno esperti, alle ore 20.00, nella cornice informale del Bar del Teatro, l’incontro col pubblico Dietro le Quinte con la critica musicale Elena Filini.
articolo di Carlo Mattei


