Ville Aperte in FVG, il primo maggio tra dimore storiche e paesaggi da scoprire

30 aprile 2026 – ore 10:00 – Ritorna domani, venerdì primo maggio, l’iniziativa “Ville Aperte in Friuli Venezia Giulia” che trasformerà i territori della nostra regione in un grande museo diffuso, coinvolgendo i comuni di Buttrio, Corno di Rosazzo, Manzano, Pavia di Udine, Pradamano e San Giovanni al Natisone. Dodici dimore storiche e luoghi di culto, solitamente chiusi al pubblico, aprono gratuitamente le loro porte offrendo un viaggio immersivo tra arte, storia e paesaggio, in uno degli angoli più suggestivi della regione. È l’occasione perfetta per concedersi una gita fuoriporta nel cuore della primavera, tra colline verdi, vigneti e borghi ricchi di fascino; facilmente raggiungibili da chi vive a Gorizia o nella sua provincia.

Si può visitare un sito unico, oppure comporre un piccolo itinerario, anche scegliendo di desinare in qualche osteria o agriturismo locale, per rendere la giornata ancora più piacevole. Partendo dal comune di Buttrio, Villa di Toppo Florio offre un elegante complesso seicentesco immerso nel verde, in cui si respira il fascino della nobiltà friulana. Oggi sede museale e culturale, la villa conserva ambienti affrescati e un parco storico di grande pregio. Poco distante, la Chiesa di Santo Stefano Protomartire racconta invece la devozione locale attraverso un impianto architettonico semplice ma ricco di storia, con opere e dettagli che testimoniano la vita religiosa del territorio. Approfondimenti si trovano nei portali delle parrocchie locali e negli archivi diocesani.

Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, è una delle residenze più rappresentative del Friuli veneziano: costruita nel Cinquecento e rimaneggiata nei secoli successivi, è celebre per i suoi saloni affrescati e per il ruolo avuto nella storia culturale locale (e per l’ottimo ristorante che ospita). Dopo aver pranzato nell’ottimo ristorante che la villa ospita, è tempo di andare a visitare la Chiesa di Sant’Andrat del Judrio, un’antica chiesa rurale immersa tra le colline, legata alla tradizione locale e valorizzata da studi storico-artistici disponibili su siti ecclesiastici regionali.

Nel territorio di Manzano, la Villa Romano si distingue per la sua architettura signorile e per il legame con la tradizione produttiva della sedia, simbolo del distretto locale; mentre la Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Nicolò Vescovo custodisce opere di pregio e testimonianze artistiche che raccontano secoli di storia religiosa. Spostandosi a Risano, nel comune di Pavia di Udine, la Villa Agricola Pighin unisce tradizione agricola e architettura storica: ancora oggi legata alla produzione vinicola, rappresenta un esempio di continuità tra passato e presente, documentato anche sul sito dell’azienda agricola. Nello stesso contesto si inserisce Casa Poz, dimora più raccolta ma significativa per comprendere l’evoluzione dell’abitare rurale friulano.

A Pradamano, la Villa Giacomelli si presenta come una raffinata residenza nobiliare, caratterizzata da linee eleganti e da un contesto paesaggistico di grande armonia e, accanto ad essa, la Villa Merlo Dragoni racconta un’altra pagina della storia aristocratica locale, con ambienti interni e spazi esterni che riflettono il gusto delle famiglie che l’hanno abitata. Infine, nel comune di San Giovanni al Natisone, la Villa de Brandis rappresenta uno degli esempi più affascinanti di architettura nobiliare locale, con un passato legato a importanti famiglie friulane, che nel XIX secolo avranno certamente frequentato la Chiesa di San Giovanni Battista. Piccola chiesetta eretta nel 1828, presenta elementi architettonici e decorativi di notevole interesse, anche descritti nei siti parrocchiali e negli archivi ecclesiastici.

Maggior informazioni sull’iniziativa sono reperibili via mail [email protected], sul sito www.itinerariafvg.it o telefonando al + 39 347 2522221. Non è richiesta la prenotazione per la visita ai siti, che ranno aperti dalle 10-13 e dalle 14-18. Negli stessi orari, si terranno anche delle visite guidate, della durata di un ora ciascuna circa.

Articolo di Agata Cragnolin

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