Monfalcone intitola lo stadio comunale a Sergio Morin

04 maggio 2026 – 09:50 – La città di Monfalcone ha celebrato ufficialmente l’ingresso di una delle sue figure più illustri nel pantheon dei simboli cittadini, intitolando lo stadio comunale a Sergio Morin, indimenticato atleta azzurro capace di eccellere sia sui campi di calcio che tra le onde. La cerimonia, svoltasi presso l’impianto sportivo alla presenza di autorità civili, sportive e di una delegazione di campionesse olimpiche, ha voluto sancire un legame indissolubile tra la comunità locale e un uomo che ha saputo interpretare lo sport come una vera e propria scuola di vita. Attraverso questa intitolazione, l’Amministrazione comunale non ha solo reso omaggio a un palmarès straordinario, ma ha scelto di offrire alle nuove generazioni un modello di determinazione e umiltà, trasformando lo stadio in un luogo della memoria collettiva e dell’orgoglio monfalconese.

Durante l’evento, il Sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, ha evidenziato il valore simbolico dell’iniziativa, spiegando che “rendere omaggio a Sergio Morin significa rendere omaggio anche ai tanti sportivi monfalconesi che, nel corso degli anni, hanno portato il nome della nostra città nei campi sportivi d’Italia e del mondo“. Il primo cittadino ha descritto il percorso di Morin come una vicenda di straordinaria semplicità, sottolineando che “quella semplicità racchiude una vita fatta di passione, impegno e talento, capace di esprimere valori autentici e profondi”. Fasan ha inoltre rivendicato lo sforzo compiuto negli ultimi dieci anni per il potenziamento delle infrastrutture sportive cittadine, ribadendo che lo sport non forma solo atleti, ma cittadini, e che il nome di Morin ricorderà a tutti come questa disciplina sia “passione, impegno e orgoglio condiviso”.

I numeri della carriera di Sergio Morin parlano di un talento eccezionale e versatile, capace di calcare i massimi palcoscenici nazionali. Nel calcio ha collezionato 154 presenze in Serie A e 74 in Serie B, mentre nella vela ha saputo conquistare sette titoli nazionali e un titolo mediterraneo. Secondo il Sindaco, questi due mondi così distanti sono stati uniti da un unico tratto distintivo, ovvero la determinazione, aggiungendo che tali risultati sportivi basterebbero da soli a giustificare pienamente la scelta di dedicargli lo stadio comunale. Anche l’Assessore allo Sport, Fabio Banello, ha voluto rimarcare l’eccezionalità dell’uomo oltre che dell’atleta, definendolo “un campione dalla testa ai piedi, ma anche con le mani, capace di gestire con semplicità la notorietà e di distinguersi in due discipline diverse”.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza della figlia di Morin, Marina, che ha espresso profonda soddisfazione per il riconoscimento ricevuto dal padre, descrivendolo come “una persona umile, con i piedi per terra”. Al coro di apprezzamenti si è unito il Presidente regionale del CONI, Andrea Marcon, il quale ha ricordato che l’impianto monfalconese rappresenta una realtà storica per tutto il Friuli Venezia Giulia e che la figura dell’atleta azzurro deve essere considerata “un esempio da cui partire per guardare al futuro senza dimenticare il passato”. Un concetto ribadito anche da Gastone Giacuzzo, delegato della FIGC – Lega Nazionale Dilettanti, che ha sintetizzato la caratura del festeggiato definendolo semplicemente “un esempio di uomo”.

L’importanza istituzionale dell’appuntamento è stata testimoniata dalla presenza del Gonfalone della Città e del labaro dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia. Quest’ultimo è stato scortato da due pluri campionesse azzurre della vela, Chiara Calligaris e Luisa Spanghero, che insieme ai numerosi rappresentanti del mondo sportivo locale hanno assistito al momento formale in cui lo stadio ha assunto la sua nuova identità. Con questo atto, la città di Monfalcone si assicura che il messaggio di Morin continui a vivere tra i giovani atleti che ogni giorno calpestano quel terreno di gioco, ispirati da una storia fatta di talento internazionale e radici locali.

articolo di Carlo Mattei

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