05 giugno 2026 – 09:10 – Dalle aule universitarie di Udine e Gorizia arriva una risposta collettiva ai tempi che cambiano: un manifesto in dieci punti scritto dai giovani per i giovani, pensato per orientarsi in un’epoca di incertezze e trasformazioni rapide. “10 idee per tempi incerti” non è il prodotto di un gruppo di esperti adulti calato dall’alto sulle nuove generazioni, ma il risultato di un processo partecipativo in cui studentesse e studenti delle scuole superiori e dei due atenei del Friuli Venezia Giulia si sono fatti co-autori di un documento destinato a circolare nelle loro stesse scuole.
Il progetto si chiama “Abbracciare l’incertezza – Spunti per interagire con i grandi cambiamenti della nostra epoca” ed è promosso da ARTESS – Association for Research and Training on Emotional Support Skills, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La rete di partner coinvolti comprende il Comune di Udine attraverso il Progetto Città Sane, il Comune di Gorizia, l’Università degli Studi di Udine, il Liceo Classico Jacopo Stellini e l’organizzazione internazionale IFOTES. Dal 28 maggio 2026 il manifesto è in distribuzione negli istituti scolastici dei due capoluoghi.
Il decalogo raccoglie raccomandazioni pratiche, strategie e visioni per affrontare il presente, con l’obiettivo dichiarato di favorire il dialogo intergenerazionale e la costruzione di comunità più solidali. Nelle intenzioni dei promotori, il testo non si esaurisce nella sua funzione comunicativa ma è concepito come strumento didattico a disposizione degli insegnanti, per aprire momenti di confronto su benessere relazionale, cittadinanza attiva e orientamento nel presente. «Il percorso promosso da ARTESS ha coinvolto ragazze e ragazzi under 30 nell’elaborazione delle ’10 idee per tempi incerti’, valorizzando il loro punto di vista e la loro capacità progettuale», ha spiegato Diana Rucli, presidente di ARTESS, precisando che l’iniziativa intende offrire «strumenti concreti per immaginare e costruire un futuro sostenibile, sviluppando creatività, senso critico, relazioni e partecipazione attiva come elementi chiave per il benessere individuale e collettivo».
Sul versante istituzionale, Carlo Giacomello, assessore alla Salute ed Equità sociale del Comune di Udine, ha sottolineato il valore del protagonismo giovanile: «Questo progetto nasce dal protagonismo delle ragazze e dei ragazzi e trasforma il dialogo e la partecipazione in occasioni concrete di benessere, prevenzione ed equità sociale». Chiara Gatta, assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Gorizia, ha aggiunto che «offrire ai ragazzi strumenti per interpretare l’incertezza significa aiutarli a diventare protagonisti consapevoli della società di domani», auspicando che la presentazione del manifesto durante il festival èStoria ne amplifichi il valore culturale e sociale. Federico Pirone, assessore all’Istruzione, Università e Cultura del Comune di Udine, ha sottolineato come portare il manifesto nelle scuole significhi «investire nella salute delle comunità, favorendo dialogo, inclusione e capacità di orientarsi in una realtà sempre più complessa».
La distribuzione avverrà in coordinamento con il Comune di Udine – Ufficio Città Sane e con il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Gorizia, con l’obiettivo di raggiungere non solo le scuole ma anche sedi universitarie, biblioteche e punti giovani dell’intero territorio. Il manifesto sarà disponibile in italiano, inglese, tedesco e sloveno; è prevista inoltre una versione in friulano realizzata con il patrocinio di ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana.
Il progetto si è già inserito nel circuito dei grandi festival culturali regionali: una prima presentazione si è tenuta il 10 maggio a Udine nell’ambito di vicino/lontano, mentre èStoria a Gorizia ha ospitato due appuntamenti il 28 e il 30 maggio. ARTESS ha inoltre curato la realizzazione del volume “Abbracciare l’incertezza – Risorse individuali e collettive per affrontare i cambiamenti”, saggio scientifico e culturale di prossima pubblicazione per Mimesis Edizioni.
articolo di Carlo Mattei


