Porto di Monfalcone, un impianto per il trattamento delle acque di zavorra

11 giugno 2026 – 09:11 – Il sistema portuale del Friuli-Venezia Giulia si dota di uno strumento pionieristico per la salvaguardia degli ecosistemi marini, affrontando una delle principali minacce alla biodiversità dell’Alto Adriatico. Nei porti di Trieste e Monfalcone è entrato ufficialmente in funzione “Pure Ballast”, il primo e unico impianto mobile in Italia progettato per il trattamento delle acque di zavorra delle navi. Realizzata e gestita da Itelyum Sea FVG, questa tecnologia si propone di neutralizzare il rischio di introduzione di specie acquatiche aliene e microrganismi nocivi, coniugando l’efficienza dei trasporti marittimi con la tutela ambientale in un bacino storicamente esposto alla pressione del traffico navale.

Le acque di zavorra, essenziali per garantire la stabilità e la sicurezza delle imbarcazioni durante la navigazione, costituiscono da tempo un canale critico per la diffusione globale di specie non indigene. Si tratta di un problema riconosciuto dall’International Maritime Organization (IMO) sin dalla fine degli anni Ottanta e normato dalla Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra. L’esigenza di un intervento strutturato trova riscontro nei dati scientifici elaborati nell’ambito del Progetto ALIENA (Interreg Italia Croazia 2021-2027), di cui Arpa FVG è partner. Le rilevazioni stimano la presenza di circa 1100 specie non indigene nel Mar Mediterraneo; di queste, circa 217 sono state censite nel solo Adriatico e quasi 90 nel Golfo di Trieste. Secondo le stime, almeno il 50% delle specie aliene rinvenute nel Mare Adriatico è stato introdotto proprio attraverso il traffico navale, che si conferma così il principale veicolo di contaminazione biologica per un mare caratterizzato da un’elevata produttività e diversità di habitat, tra cui le praterie di Posidonia.

Per mitigare questo impatto, l’impianto Pure Ballast offre un servizio specializzato direttamente in banchina. La struttura, interamente containerizzata e trasportabile in prossimità delle aree portuali, possiede una capacità di trattamento che raggiunge i 300 metri cubi all’ora. Il funzionamento biologico si affida a una combinazione di filtrazione meccanica e trattamento mediante raggi ultravioletti (UV). Questo processo tecnologico consente di eliminare particelle, organismi e microrganismi senza l’impiego di sostanze chimiche, restituendo al mare un’acqua trattata in totale conformità con gli standard internazionali vigenti.

L’efficacia e la funzionalità del sistema sono state verificate e collaudate nel corso di un’ispezione tecnica effettuata alla presenza dell’Autorità Marittima, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, dei tecnici della Regione Friuli-Venezia Giulia e di Arpa FVG. L’investimento si inserisce nei piani di innovazione ambientale del gruppo Itelyum, volti allo sviluppo di soluzioni avanzate per la gestione delle risorse e dei servizi ambientali nei contesti logistici e portuali.

“La tutela della biodiversità marina e la prevenzione dell’introduzione di specie invasive rappresentano una sfida globale che richiede strumenti concreti e innovativi. Con l’entrata in servizio di Pure Ballast mettiamo a disposizione del territorio una tecnologia unica nel panorama nazionale, capace di coniugare efficienza operativa e protezione dell’ambiente”, sottolinea Alessandro Bullo, AD di Itelyum Sea FVG.

articolo di Carlo Mattei

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