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giovedì, 19 Marzo 2026

Nuovi orari e aperture straordinarie per la Sinagoga di Gorizia

19.03.2026 – 11.00 – La Sinagoga di Gorizia, il luogo di culto ebraico più antico del Friuli Venezia Giulia, rinnova la sua accoglienza ai visitatori. Situato nello storico ghetto di via Ascoli, il tempio apre le porte al pubblico ogni domenica e nei giorni festivi, dalle 10:00 alle 18:00, con ingresso gratuito. Grazie alla gestione della cooperativa Musaeus per conto del Comune, l’esperienza di visita si arricchisce: oltre alla maestosità della Sinagoga, sarà possibile ammirare la preziosa Saletta Michelstaedter. Per i gruppi (minimo 5 persone), è inoltre possibile concordare aperture dedicate in altri giorni della settimana, prenotando al numero 0481 383750 (attivo lun-ven, ore 10:00-12:00).

La storia della Sinagoga – Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunità ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino è testimoniato nella “terra di sotto” ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt’oggi conserva l’antico toponimo di Cocevia. Della fine del XVII secolo poi, per volontà dell’Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attività commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la “piccola Gerusalemme sull’Isonzo”.

Pur non essendo mai una comunità molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della città una presenza importante nell’ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunità che aderirono all’idea nazionale italiana almeno fino al 1938, ovvero fino all’emanazione delle leggi razziali. Con l’occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in città furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Nel 1969 la decimata Comunità goriziana si unì a quella di Trieste. Costruita nel 1756, la Sinagoga fu utilizzata dalla Comunità ebraica di Gorizia fino a quell’anno. Nel 1978 la Comunità di Trieste donò l’edificio in abbandono al Comune, perché lo restaurasse e lo destinasse ad attività culturali riguardanti l’ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro la riapertura del Tempio avvenne nel 1984. Attualmente il Tempio non è adibito al culto.

La Sinagoga, di rito askenazita, fu costruita nella seconda metà del XVIII secolo: nel 1894, a fronte dell’abbattimento di alcune case del Ghetto, fu realizzato il cortile d’accesso preceduto dal portone coronato da un frontone che si affaccia tutt’oggi sulla via Ascoli. Entrando una lapide ricorda gli ebrei deportati nel ’43 e accanto si può ammirare una scultura dedicata di Simon Benetton.

Il Tempio conserva la profonda suggestione di un luogo fuori dal tempo visto che poche modifiche sono intervenute dal Settecento: l’ampia sala è sovrastata da un sontuoso matroneo ligneo a balconata e, grazie ad ampie finestre e due splendidi lampadari in ferro battuto, la Sinagoga è particolarmente luminosa. A lato troviamo i banchi lignei dei fedeli e sulla parete di fondo il tabernacolo costituito da quattro colonne tortili in marmo scuro è protetto da una balausta in ferro battuto e dorato: all’interno veniva posto il rotolo delle Sacre Scritture ovvero la Torah mentre sul lato opposto una pedana rialzata per chi legge le Scritture durante i riti. Dietro l’edificio il giardino è intitolato a Bruno Faber, il neonato goriziano deportato nel ’43 ad Auschwitz, da cui non fece ritorno.

La Saletta Michelstaedter – La Saletta dedicata al filosofo Carlo Michelstaedter (Gorizia 1887-1910) è stata pensata e realizzata dal Comune di Gorizia, nell’ambito di attività di valorizzazione e arricchimento delle collezioni del complesso architettonico-museale della Sinagoga e della storia dell’ebraismo nel Goriziano, come sezione del più articolato allestimento “Gerusalemme sull’Isonzo”, in un percorso teso alla celebrazione del Millenario della città festeggiato nel 2001. Da novembre 2025 è stata ripresentata al pubblico una scelta delle opere pittoriche più significative facenti parte del Fondo Michelstaedter, costituito con la donazione della sorella Paula alla Biblioteca Civica di Gorizia di disegni, dipinti, quadri, manoscritti, pubblicazioni. Dopo la mostra “L’Immagine irraggiungibile. Dipinti e disegni di Carlo Michelstaedter”, allestita in Castello nel 1992 (quando era assessore alla Cultura l’attuale sindaco Ziberna), l’opera pittorica di Carlo Michelstaedter è stata studiata e catalogata da Antonella Gallarotti dandone il dovuto rilievo. L’opera grafica ha lo stesso pregio dell’alto pensiero filosofico dell’intellettuale goriziano morto suicida nel 1910, diventato famoso, anche grazie ai primi studi a lui dedicati dal saggista Sergio Campailla (fondamentale la sua monografia “A ferri corti con la vita”). Con gli stessi orari di apertura al pubblico della Sinagoga si possono ammirare lo splendido “Autoritratto su fondo fiamma” di Michelstaedter, alcuni preziosi ritratti dedicati ai suoi cari, le sue caricature così incisive, i disegni impreziositi dai suoi appunti, i paesaggi dei luoghi amati e frequentati nelle sue passeggiate.

[c.m.c.s.]

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