Il territorio dell’Isonzo si racconta il 3 e 4 luglio

30 giugno 2026 – 08:43 – Il territorio di Gorizia e Gradisca d’Isonzo si prepara a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto nelle giornate del 3 e 4 luglio 2026, ospitando il quarto fine settimana di In\Visible Cities XL. La rassegna, curata dalla produzione Quarantasettezeroquattro, propone un percorso immersivo e gratuito volto a esplorare la memoria storica dell’ex frontiera e le tematiche dell’identità di genere attraverso il connubio tra teatro, ricerca scientifica e nuove tecnologie, stimolando il pubblico a osservare l’ambiente cittadino sotto una nuova luce.

L’iniziativa segna il debutto del nuovo piano triennale della manifestazione, caratterizzato da una direzione orientata alla sperimentazione di linguaggi, temi e formati con l’obiettivo programmatico di “Andare fuori” dai tradizionali spazi teatrali per ridefinire la fruizione dei luoghi pubblici e privati. Gli eventi in calendario sono accessibili a titolo completamente gratuito, previa prenotazione obbligatoria da effettuarsi tramite messaggio WhatsApp o sms al numero 328 8535125, indicando i dati anagrafici dei partecipanti, lo spettacolo d’interesse e il numero complessivo di posti richiesti.

Il calendario delle attività comincia venerdì 3 luglio alle ore 18 a Gorizia con la performance itinerante e partecipativa intitolata “Orfana la mia città”, concepita da Riccardo Tabilio. L’esperienza si avvale di un sistema audioguidato con cuffie wi-fi che conduce il pubblico in una passeggiata collettiva incentrata sul Novecento locale. La narrazione si basa rigorosamente sulle ricerche storiche condotte da Alessandro Cattunar e sulle testimonianze documentali raccolte in collaborazione con Kaja Širok, ripercorrendo le tappe cruciali del territorio dalla Gorizia asburgica alla Grande Guerra, fino all’avvento del fascismo di confine e alla successiva definizione della frontiera del 1947 tra Italia e Jugoslavia.

Il programma prosegue nella serata di sabato 4 luglio alle ore 21 a Gradisca d’Isonzo, all’interno degli spazi storici di palazzo Torriani, dove andrà in scena la produzione “La forma del maschio”. Lo spettacolo, scritto e interpretato sul palco da Gioele Peressini, fa parte del più ampio progetto denominato “Devianti. Storie di corpi e identità non conformi. 1900-1950”. L’opera teatrale traspone sul piano scenico le indagini contenute nel saggio d’archivio “Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia” di Marco Reglia, portando alla luce documenti giudiziari e materiali archivistici relativi alla repressione delle identità non conformi tra la fine dell’Ottocento e la metà del secolo scorso.

articolo di Carlo Mattei

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