14 settembre 2026 – 08:32 – Nel cuore di Gorizia, l’arte torna a raccontare la bellezza di un territorio che si estende tra Collio, Isonzo, Carso e Laguna, attraverso lo sguardo pittorico di Mario Bardusco. È stata inaugurata negli spazi della sala mostra dell’Auditorium di via Roma un’esposizione che rende omaggio all’opera dell’artista e che rimarrà visitabile fino al 27 settembre, dal giovedì alla domenica, offrendo così l’occasione di essere apprezzata anche dai numerosi visitatori attesi in città per Gusti di Frontiera.
A commentare l’iniziativa è stato Fabrizio Oreti, Assessore alla Cultura, al Sistema Teatrale, Museale, Beni Storici e Candidatura Unesco del Comune di Gorizia, che ha voluto accostare la figura di Bardusco a quella di Ippolito Nievo: “Se Mario Bardusco ed Ippolito Nievo si fossero conosciuti sarebbero andati certamente d’accordo perché mentre il primo con i suoi splendidi dipinti ha raccontato il Collio, l’Isonzo, il Carso e la Laguna, il secondo ha definito la nostra Regione ed il nostro territorio come il piccolo compendio dell’universo”.
Oreti ha poi collegato la mostra al percorso che ha portato Gorizia a essere capitale europea della cultura, ricordando come uno dei sottotitoli scelti per l’iniziativa abbia posto l’accento proprio sul legame tra la città e il suo territorio più ampio: “Uno dei sottotitoli della nostra capitale europea della cultura è stato proprio Nova Gorica e Gorizia sono anche Collio Isonzo e Carso e, pertanto, il tutto rientra in quel panorama di valorizzazione che i nostri artisti hanno raccontato e con la capitale abbiamo presentato agli occhi di un palcoscenico internazionale”.
L’Assessore ha definito l’inaugurazione “sentita, emozionante, sincera”, sottolineando come la mostra sia “una esposizione che consiglio e che merita di essere vissuta”. Non sono mancati i ringraziamenti alla famiglia di Bardusco, “in particolare a Roberta che ho avuto il piacere di conoscere assieme a Massimo precedentemente“, oltre che agli Alpini di Gorizia, al Gruppo di Ricerca Storica Isonzo e al Maestro Juan Arias Gonano, e più in generale “a tutti coloro che hanno messo il cuore a favore di questa esperienza pittorica tutta da conoscere”.
articolo di Carlo Mattei


