A Gorizia riparte Il libro delle 18.03 con 12 incontri in programma

21 settembre 2026 – 09:55 – A Gorizia il treno delle 18.03 riparte per la sua diciannovesima corsa, e lo fa come sempre dal luogo che ne custodisce il nome e la vocazione simbolica: la Sala Culturale della Stazione Ferroviaria, dove la rassegna letteraria curata dall’omonima associazione culturale muove i primi passi di un’edizione autunnale che, tra narrativa, storia, scienza e memoria, conferma la propria natura di crocevia intellettuale per l’area transfrontaliera isontina e per un pubblico che, di anno in anno, si è fatto sempre più ampio e partecipe.

Il programma de Il libro delle 18.03 si articola in dodici appuntamenti tra presentazioni di libri, Lectio Magistralis, incontri a più voci e un’uscita sul territorio, tutti a ingresso libero salvo la visita guidata “inmovimento”, e tutti chiusi, secondo tradizione, da un brindisi conviviale. “Come ogni anno” ha spiegato Paolo Polli, Presidente dell’Associazione Apertamente e direttore della Fondazione Premio Roberto Visintin, “per scegliere protagonisti e contenuti, abbiamo dovuto sondare tra tante e belle proposte, arrivate da case editrici di ogni dove e da intellettuali, giornalisti, ricercatori (affermati ed emergenti) che considerano il nostro parterre una sana opportunità di confronto. Il pubblico è ogni anno diverso e più numeroso, e questo ci riempie di soddisfazione. È, inoltre, particolarmente emozionante lanciare questa nuova edizione dalla Sala Culturale della Stazione goriziana, dove tutto cominciò, 19 anni fa, proprio mentre un treno partiva alle 18.03: un modo di ribadire che anche il percorso del 2026 è in movimento, simbolo di curiosità, di ricerca, di intrecci, di scoperte, di nuovi paesaggi culturali e umani”.

Ad aprire il calendario, domenica 27 settembre alle 11.03 nella Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo, è la Lectio Magistralis “Le narrazioni della storia in Russia e in Ucraina”, introdotta da Paolo Polli dopo i saluti istituzionali del sindaco Alessandro Pagotto: a confrontarsi sulle radici del conflitto e sulle sue ricadute sull’unità europea saranno Martina Napolitano, docente di lingua russa e traduzione all’Università di Trieste e presidente di Meridiano 13 APS, e Andrea Franco, docente di Storia dell’Europa Orientale e Lingua Russa. Si prosegue giovedì 1 ottobre al Trgovski dom di Gorizia con Andrea Molesini, che presenta il romanzo “La macina della risacca” (Sellerio, 2026), una storia di famiglia e di guerra costruita sul racconto di un padre al figlio, in dialogo con Andrea Bellavite. Domenica 4 ottobre, a Villa Codelli di Mossa, la ricercatrice dell’OGS Florence Colleoni terrà la Lectio “Cambiamenti climatici e società: l’importanza della scienza”, frutto dei suoi studi sulle calotte glaciali dell’Antartide e della Groenlandia, in un incontro realizzato con il Festival dell’Acqua di Staranzano.

Martedì 6 ottobre si torna alla Sala culturale della Stazione con Eleonora Sacco, guida in Caucaso e Asia Centrale, che presenta “In Caucaso” (Bottega Errante Edizioni, 2026), racconto di un decennio trascorso tra Armenia e Georgia, in dialogo con Simonetta Di Zanuto. Giovedì 8 ottobre arriva per la prima volta alla rassegna Tullio Avoledo, con “Ultimo valzer di una ragazza per bene” (Neri Pozza, 2026), nuovo capitolo delle indagini dell’avvocato Contrada, in conversazione con Ilaria Prati. Mercoledì 14 ottobre è la volta di Rosella Soranzo, che con “Polvere nera. Il ricordo della miniera di Arsia” (Le lettere Scarlatte, 2025) riporta alla memoria la tragedia mineraria del 28 febbraio 1940, costata la vita a 185 persone: un appuntamento a più voci con le letture di Roberto Maestri e la moderazione di Caterina Boletti.

Sabato 17 ottobre la rassegna esce dalle sale per farsi “inmovimento” verso il sito UNESCO di Aquileia, con ritrovo alle 10.03 in Piazza del Capitolo per la visita alla mostra di Palazzo Meizlik “Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo” e al percorso archeologico cittadino, guidati da Marta Novello, Luca Villa, Cristiano Tiussi e Andrea Bellavite; l’iniziativa, a pagamento e su prenotazione, costa 15 euro. Giovedì 22 ottobre, alla Fondazione Aquileia, Luca Crovi presenta “L’aquila e il lupo” (SEM), romanzo ambientato nel II secolo d.C. sullo sfondo delle guerre marcomanniche, dialogando ancora con Cristiano Tiussi. Venerdì 23 ottobre, all’Auditorio Formedil, la conversazione “La memoria dimezzata” riunisce le storiche Marta Verginella, Oto Luthar e Urska Strle attorno al tema dei campi di internamento fascisti e della deportazione di circa trentamila sloveni tra il 1942, moderate da Alessandro Cattunar.

Mercoledì 28 ottobre, presso l’Azienda Agricola di Castelvecchio a Sagrado, Stefano Cosma e Cristina Burcheri presentano “Gherardo Freschi. Un friulano dell’Ottocento, tra scienza, visione europea e azione concreta”, dedicato alla figura del conte, viaggiatore e omeopata ottocentesco, in dialogo con Rachele Zanolla. Venerdì 30 ottobre, ancora all’Auditorium Formedil, Paolo Malaguti racconta “Sentieri partigiani” (Einaudi, 2026), diario di una salita in bicicletta sul Monte Grappa tra i luoghi della Resistenza, in conversazione con Giulia Castellan. A chiudere la rassegna, giovedì 5 novembre al Kulturni dom, sarà “La casa di via dei Platani. 1940-45: cinque anni di Guerra a Cividale” (La Libreria Editrice, 2026), memoir di Carla Quercig della Torre curato da Vittorino Micchelutti, con la partecipazione di Michele Obit.

Ad accompagnare il calendario degli incontri, fino al 18 ottobre Villa Codelli ospita anche la mostra “Mocchiutti. Mito e racconto”, dedicata all’artista friulano Cesare Mocchiutti a vent’anni dalla scomparsa: un tassello che ribadisce, ancora una volta, quanto il legame tra cultura e territorio resti il tratto distintivo de Il libro delle 18.03.

articolo di Carlo Mattei

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