“Quello non è il mio cane”. Condannato lo stesso

26.01.2021 – 18.04 – Un giorno, l’ispettore Clouseau (interpretato dall’attore Peter Sellers nel ciclo di film sulla Pantera Rosa) è entrato in un hotel e, visto un simpatico cagnolino accanto alla reception e volendogli fare una carezza, ha chiesto al direttore dell’hotel: “Scusi, il suo cane morde?”. “No, non morde”. Così rassicurato, l’ispettore si è accucciato per accarezzare la bestiola, che gli si è avventata contro cercando di azzannarlo. Ripresosi dallo spavento, Clouseau si è lamentato col direttore: “Mi aveva detto che non mordeva!” E l’altro ha risposto. “Ma quello non è il mio cane.”

Succede in Sicilia, a Patti, che una signora viene aggredita da un cane. Il labrador le si avventa contro facendola cadere a terra e provocandole lesioni personali per le quali viene ricoverata in Pronto soccorso, con prognosi riservata, finendo poi in ospedale a Messina. Il signore che portava a passeggio il cane viene poi condannato per il reato di lesioni colpose ed al risarcimento dei danni in favore della signora aggredita dall’animale. Ma lui si difende: “Quello non è il mio cane.”
Dopo la condanna in primo grado davanti al Giudice di Pace, e in secondo grado davanti al Tribunale, il caso finisce davanti alla Corte di Cassazione, cui viene chiesto di accertare in via definitiva se il quadrupede appartenesse a meno al signore o se il fatto che passeggiassero assieme fosse un puro caso. Il signore condannato si lamenta che i giudici non avrebbero indicato in base a quali prove il cane sarebbe appartenuto a lui o alla sua famiglia. In mancanza di prove sulla proprietà dell’animale, non c’era nessun obbligo da parte dell’uomo di custodirlo.

Per risolvere la faccenda, alla Cassazione è sufficiente andare a leggere le precedenti sentenze di condanna, che sono, invece, ben motivate. Infatti, è risultato che i testimoni sentiti abbiano tutti dichiarato che il signore “era solito portare quotidianamente il cane al guinzaglio a dimostrazione della relazione di affezione e possesso dell’animale”. Ora, se passeggi e ti caracolla accanto un cane, può essere un caso. Ma se ogni giorno lo porti a spasso col guinzaglio, è ben difficile sostenere che non sia tuo. E, se è tuo, te ne devi occupare. In particolare, hai l’obbligo “di non lasciare libero l’animale o comunque di custodirlo con le debite cautele per evitare aggressioni a terzi”. L’aggressione però c’è stata e, pertanto, la condanna viene confermata. (Cassazione Penale n. 27876/2020).

[g.c.a.]