Trieste Airport, ripristinare i voli ante pandemia su Roma: sì dell’Aula alla mozione

19.02.2021 – 09.55 – Nella giornata di ieri, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato all’unanimità la mozione 186 dedicata alle incognite sulla futura offerta di Trieste Airport, tramite cui, in considerazione del fatto che “il decreto interministeriale del 9 ottobre 2020 ha dato vita alla new company Italia Trasporto Aereo Spa (Ita)”, si impegna la Giunta regionale Fvg “a esercitare adeguata pressione nei confronti del Governo, affinché l’offerta di Ita comprenda collegamenti da e verso Trieste Airport e, in particolare, con Roma-Fiumicino, ripristinando i voli ante pandemia”. L’assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, al termine della discussione, ha accettato “di rendersi parte attiva dei contenuti discussi. La situazione” ha spiegato “causa forza maggiore, è flessibile e aleatoria: da tempo, insieme a Ts Airport, stiamo cercando di far passare un emendamento sulla continuità territoriale che consentirebbe finanziamenti governativi per accedere ai voli per la Capitale. Speriamo vada a buon fine per una soluzione in grado di dare tranquillità in una situazione disagiata e difficile”.
L’assessore ha inoltre rimarcato come il tema sia “molto più ampio delle semplici trattative per le tratte con Milano e Roma. È una questione di attrattività dello scalo e di una programmazione per regalare un maggior numero di utenti in attesa di tornare alla normalità”.

La proposta, illustrata all’Aula dalla prima firmataria Mara Piccin (FI), aveva trovato inizialmente il supporto dei colleghi di partito Giuseppe Nicoli e Franco Mattiussi, ai quali si era aggiunto anche Stefano Mazzolini (Lega). Il voto dei consiglieri regionali è stato tuttavia rivolto a un emendamento completamente modificativo della mozione originaria, precedentemente volta al ripristino e al potenziamento dei voli Alitalia da e per lo scalo Trieste Airport.
“La modifica – ha spiegato Piccin – si è resa necessaria in seguito ai numerosi eventi che avevano reso superato il nostro primo documento. La regione è molto in difficoltà sotto l’aspetto dei collegamenti e in questo modo cerchiamo di sollecitare la Giunta a cercare una soluzione”.

Il documento, inoltre, impegna l’Esecutivo “a monitorare l’effettiva ripresa dell’offerta di voli, rapportandosi con la società che gestisce l’aeroporto ed, eventualmente, con le compagnie di riferimento”. Infine, viene chiesto anche di “porre in essere tutte le azioni necessarie al sostegno della ripresa del traffico passeggeri e all’efficienza dell’intermodalità dello scalo”.
La discussione generale ha rivelato una piena adesione nei confronti della proposta con la richiesta di alcuni Gruppi consiliari di aggiungere le rispettive firme in calce alla richiesta. Tuttavia, la pentastellata Ilaria Dal Zovo ne ha chiesto il rinvio, “giacché il 24 febbraio la IV Commissione consiliare ospiterà un’audizione dei vertici di Trieste Airport e perciò, pur favorevole, ne chiedo la riproposizione alla luce dei futuri aggiornamenti”.

Sulla stessa linea anche la consigliera Mariagrazia Santoro (Pd) che, evidenziando le parole dell’ad e direttore di Ita che nei mesi scorsi aveva parlato di “rotte solo profittevoli“, ha evidenziato la necessità “di un maggiore impegno della Giunta per chiedere più attenzione a livello nazionale. Siamo pochi e non riempiamo gli aerei, ma a livello turistico l’aeroporto può diventare elemento chiave per una politica complessiva di appetibilità: serve uno sforzo eccezionale per ottenere traffici eccezionali”. Il collega dem Sergio Bolzonello, dal canto suo, ha rimarcato come “l’audizione suggerirà utili contenuti.
L’aeroporto, così com’è, non sta in piedi: il bacino di utenza è solo parte del Fvg, perché tutto il Pordenonese preferisce Venezia. Bisogna portare la gente a Ronchi dei Legionari e pensare a nuove strategie con precisi ragionamenti”.

Disco verde immediato, invece, è giunto dal fronte Lega dove il capogruppo Mauro Bordin ha parlato di una regione “danneggiata e svantaggiata rispetto altre realtà: bisogna garantire voli numerosi ed efficaci, opportunità per un Fvg che merita uno sforzo massiccio per il quale auspico un lavoro sinergico”. Stefano Turchet, altro esponente del Carroccio, ha invece previsto che “dopo l’audizione non cambierà nulla. Il problema è essenzialmente economico visto che, per una mera questione di costi, andare da Pordenone e Roma è molto più rapido e semplice approfittando del treno”.
Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) ha infine definito la mozione “importante e sensata per ripristinare voli di vitale importanza per i quali dobbiamo farci sentire tutti insieme”, mentre il capogruppo forzista Giuseppe Nicoli (FI) ha evidenziato un tema parallelo allo sviluppo dello scalo “per il quale serve un ulteriore grande sforzo sulle infrastrutture che renda baricentrica la sua posizione anche a livello interregionale”.