Porti, Nicoli: “Regione come grande area produttiva, non piazzale per parcheggio e smistamento merci”

26.03.2021 – 11.11 – “Una regione come una grande area produttiva, collegata al resto d’Italia e dell’Europa con infrastrutture all’altezza di questo ruolo: Forza Italia immagina in questo modo il Friuli Venezia Giulia. Non certo come un immenso, quanto sterile, piazzale per il parcheggio e lo smistamento delle merci, come vorrebbe farlo diventare l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale”.
Lo afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale Fvg, Giuseppe Nicoli, aggiungendo che “si tratta di temi che vanno approfonditi con il territorio. Il nostro Gruppo consiliare regionale si fa interprete delle istanze e delle aspettative dei cittadini, a differenza, spiace purtroppo sottolinearlo, del deputato Guido Pettarin che, sulla tematica dei porti, nel disattendere la linea del partito, si è appiattito sulle posizioni miopi e parziali dell’Autorità di sistema, guarda caso allineate a sinistra anche su temi quali gli accordi sulla Via della seta”.
“Anche su altri temi, come le critiche al ddl 125 (sicurezza) e la proposta di città unica Gorizia Nova, Pettarin assume posizioni personali che non rappresentano Forza Italia. Per il nostro futuro – continua Nicoli – è fondamentale cogliere la grande opportunità delle varie linee di finanziamento Ue. In particolare, il Recovery Fund costituisce un’occasione storica. Lo sviluppo delle infrastrutture è un tassello di primaria importanza per modernizzare l’intero comparto produttivo regionale, passando anche attraverso la sburocratizzazione dei procedimenti. I temi cruciali sono lo sviluppo dei porti e la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia“.
“Tuttavia, non basta uno sviluppo dei porti fine a sé stesso: serve attenzione anche sulle aree industriali retroportuali. La trasformazione delle merci e il manifatturiero – dettaglia
l’esponente forzista – rappresentano garanzie di crescita occupazionale e produzione. Dall’Autorità di sistema ancora nessuna risposta sull’escavo del canale di accesso al porto di Monfalcone: un bene del territorio acquisito per pochi milioni di euro e monopolizzato senza la minima opposizione ma, anzi, con un allineamento di posizioni che non fa bene a nessuno”.
“Anche la velocizzazione della linea ferroviaria Trieste-Venezia – conclude la nota di FI – è un’opera strategica, ma non può essere disgiunta dall’adeguamento delle azioni di contenimento dei relativi impatti ambientale e acustico. Lo chiedono i cittadini, quotidianamente ostaggio di passaggi a livello chiusi e assenza di barriere antirumore. La modernizzazione e la velocizzazione della Trieste-Venezia non può prescindere dal
raddoppio della Udine-Cervignano, anche in prospettiva dei convogli ferroviari di alta capacità”.