In bici dalla Grecia al FVG? La Regione ipotizza ciclovia adriatico-ionica

08.04.2021 – 12.03 – Da qualche anno la Regione persegue uno slow tourism che mira a trattenere il turista nel Friuli Venezia Giulia al di fuori dei due/tre giorni canonici, cercando di evitare quelle gite mordi-e-fuggi che prediligono solitamente un luogo a scapito dell’altro. Il caso tristemente esemplare è quello di Trieste o spostandosi nell’area montana delle Dolomiti. In quest’ambito uno strumento utile è quello del cicloturismo che vedrà nei prossimi anni un allargamento.
Nello specifico il Friuli Venezia Giulia vorrebbe collaborare con la Regione Marche per creare una gigantesca ciclovia conosciuta come “adriatic-Ionian Cycle” che percorra l’intera costa del bacino Adriatico-Ionico di tutti i Paesi Eusair dall’Italia alla Grecia (ciclovia costiera Adriatic-Ionian Cycle Route) includendo le aree interne (ciclovie di penetrazione interna).

Ne ha discusso l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, durante il workshop ‘L’Embedding della Ciclovia adriatico-ionica Eusair (Adriatic-Ionian Cycle Route) nella
programmazione europea 2021-2027‘ svoltosi ieri.
“L’impegno della Regione è di continuare nel solco del percorso virtuoso avviato, attingendo ai fondi della cooperazione europea per la realizzazione di infrastrutture viarie utili alla valorizzazione del turismo lento – ha spiegato Zilli-, e un ulteriore strumento utile alla realizzazione è il Pnrr nazionale. Si tratta di un progetto importante perché è sviluppato in modo integrato tra le regioni con il pieno appoggio, oltre che del Friuli Venezia Giulia, anche di Marche e Calabria“.

Il progetto della ciclabile adriatico-ionica (Adrioncycletour) dovrebbe venire realizzato tra il 2021-2027 attraverso l’utilizzo di appositi fondi europei. A questo proposito l’assessore Zilli ha anche rimarcato l’importanza di “unire ai tracciati i servizi, anche digitali, come ci indica la migliore tradizione europea”.

L’esperienza con Alpe Adria attraverso l’Austria, nello specifico con la Carinzia, può essere in tal senso un esempio positivo; allo stadio attuale la Regione già possiede nove ciclovie tutte incentrate su percorsi transregionali. Accanto all’incognita di una segnaletica e di una manutenzione dei tracciati che per garantire un flusso turistico protratto nel tempo devono essere eseguiti regolarmente, rimane tuttavia il mancato collegamento tra le città e l’entroterra, tra le ciclabili regionali e quelle urbane. Spesso, arrivando in città, il turista non trova una prosecuzione “comunale” della ciclabile “regionale”. In tal senso per funzionare adeguatamente le ciclovie come quella adriatico-ionica richiederebbero un coordinamento e un’unità di intenti a livello d’istituzioni difficile da conseguire.

[z.s.]