7.5 C
Gorizia
giovedì, 1 Dicembre 2022

I sindaci di Turriaco e Romans d’Isonzo schierati in difesa del direttore di Isa sulla discarica di Pecol dei Lupi

12.04.2021 – 12.53 – I sindaci di Turriaco e Romans d’Isonzo, Enrico Bullian e Davide Furlan, si sono uniti in una “presa di posizione umana e politica” nei confronti del direttore generale di Isontina Ambiente, Giuliano Sponton. Il dirigente, infatti, è stato coinvolto nelle indagini che riguardano la discarca di Pecol dei Lupi a Cormons e gli è stato contestato il reato di gestione illecita di rifiuti liquidi. Nella nota, i due primi cittadini sottolineano prima di tutto che dal 2011, si sta vivendo una situazione di stallo in quanto nella discarica non vengono più conferiti nuovi rifiuti. Infatti, la zona è riempita «per oltre il novanta per cento della capacità complessiva ed ha, quindi, ancora spazio a disposizione». Tuttavia, non è ancora possibile una chiusura definitiva, almeno fino a quando il “buco”, ancora esistente, non verrà riempito. L’area, non essendo chiusa definitivamente, necessita di manutenzione costanti «che incidono per circa mezzo milione di euro all’anno e che sostanzialmente consistono nella gestione del percolato che si autoproduce».

Bullian e Furlan non possono entrare in merito dell’indagine, se non per i risvolti pubblici che ha già assunto, e non conoscono nel dettaglio i vari iter regionali autorizzati che, nello specifico, stanno alla base delle attività della società. Nonostante questo, possono affermare con sicurezza che «la gestione del percolato andava garantita. Altrimenti ci sarebbe stata la certezza di danni ambientali con possibili ricadute sulla salute dei cittadini, in questo caso reali e non sbandierate come vuoto slogan». Lavorando da anni con Sponton, i due sindaci esprimono tutta la loro vicinanza al direttore Isa «per la competenza, la dedizione e la serietà con cui ha sempre svolto il suo incarico» e confidano che la vicenda giudiziaria si possa concludere quanto prima.

«Se il reato ipotizzato – continuano – è quello di aver gestito il percolato, allora anche tutti gli amministratori dei comuni sono responsabili, dal momento che erano informati sui fatti e l’operazione era doverosa proprio per garantire una reale tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. La decisione ora spetta all’Amministratore giudiziario. Per quel che ci riguarda, la vera necessità, evidenziata anche nel corso della recente assemblea sociale, è quella dei tempi di chiusura che devono essere il più rapidi possibile».

Per chiudere definitivamente la discarica è necessario riempire un buco di circa 47mila metri cubici. Convince poco anche il riempimento della “Cima Brandolin”. La sopraelevazione, di circa 10mila metri cubici, «appare come un aspetto meramente tecnico e assolutamente parziale rispetto alla soluzione del problema», una sorta di “arma di distrazione di massa” in quanto «si vogliono far conferire nuovi rifiuti per chiudere per sempre la discarica, la cui gestione, in questa fase di stallo, costa mezzo milione di euro ogni anno, non permette di sbloccare i cosiddetti “fondi post mortem”, incidendo pesantemente sui piani economico-finanziari della società (e in definitiva sulle tasche dei cittadini) e non vede affatto garantita la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente, oppure vogliamo procedere all’infinito con veti, controveti e avvisi di garanzia?»

a.b

 

Ultime notizie

Dello stesso autore