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martedì, 29 Novembre 2022

Si torna tra i banchi: dal 26 aprile in presenza fra il 60 e il 100 per cento

21.04.2021 – 10.52 – Dopo il lungo periodo tra presenze contingentate, Didattica a distanza e cambio di scenari, a partire dal 26 aprile, secondo la bozza del nuovo decreto covid, si ritornerà tra i banchi scolastici di ogni ordine e grado: gli studenti delle regioni gialle e arancioni avranno infatti lezione in presenza fra il 60 e il 100 per cento (la percentuale di didattica in presenza sarà stabilita dai tavoli prefettizi).
Per quanto riguarda invece le regioni rosse, il margine dovrebbe andare dal 60 al 75 per cento massimo.
“Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonché delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado, almeno per il 50 per cento della popolazione studentesca“, si legge nella bozza del decreto.

La deroga alla scuola in presenza esiste ma “è consentita solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l’applicazione a specifiche aree del territorio” continua la bozza.
A commentare la questione scuola anche il Presidente del Friuli venezia Giulia, Massimiliano Fedriga che sottolinea come “L’obiettivo comune è raggiungere il massimo della presenza possibile nelle scuole. Per questo motivo diciamo ‘grazie’ al Governo, che ha dimostrato la massima collaborazione sul tema”.

“Il target dei banchi occupati al 100% non può non tenere conto di due criticità, quali la capienza dei mezzi di trasporto pubblico locale oggi ammessa al 50% e i limiti strutturali di numerosi edifici scolastici, che impediscono il pieno rispetto delle misure di contenimento dei contagi e lo svolgimento in assoluta sicurezza delle attività” prosegue Fedriga, dichiarando come sia apprezzabile “l’obiettivo ambizioso di ritornare nel più breve tempo alla didattica in presenza nelle scuole apprezziamo quindi che si sia deciso di partire da una soglia minima del 60%, rivolgendo uno sguardo di attenzione agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, per puntare, in prospettiva, al traguardo del 100%”.
[c.c]

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