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martedì, 16 Agosto 2022

Under 30 e vaccino: un atteso ritorno alla “normalità”

18.05.2021 – 08.40 – Quella degli Under 30 è sicuramente una fascia di popolazione che, con l’arrivo del Coronavirus, e la conseguente pesante crisi economica e sociale, ha visto sgretolarsi tra le mani ogni progetto futuro. Per descrivere il turbinio di emozioni che il virus ha portato, studi statunitensi hanno usato il termine Languishingovvero languire, meglio definito come l’assenza di gioia e di uno scopo, che porta ad un inspiegabile senso di vuoto e di stagnazione, rintracciabile in particolare negli Under 30 che davanti al Coronavirus hanno visto svanire qualsiasi certezza sul proprio futuro. Lo psicologo americano Adam Grant, che ha coniato questo termine, scrive: “E’ come se guardassi la tua vita da un finestrino appannato, il languishing spegne le tue motivazioni e distrugge la tua capacità di concentrarti“.

Uno spiraglio per uscire dalla crisi, creare nuove prospettive e speranze future è certamente rappresentato dal vaccino. Con l’avvio – ormai inoltrato – della campagna vaccinale, si inizia infatti ad intravedere una luce in fondo al tunnel, con l’auspicio di un ritorno delle libertà e la graduale scomparsa delle restrizioni. Al contempo, per gli Under 30 non è ancora arrivato il momento di ricevere il vaccino anti-Covid. Giustamente, la priorità viene riservata alle categorie maggiormente a rischio dal contagio da Covid-19, che diviene via via più basso con l’abbassamento dell’età. La speranza è che si arrivi presto a questo traguardo: l’obiettivo, come spiegato dal Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo è infatti quello delle 500mila vaccinazioni al giorno, riuscendo ad immunizzare in tempi il più possibile brevi anche tutta la popolazione Under 65. Una linea condivisa da più esperti – quella di accelerare la campagna vaccinale – proprio per arrivare ad una vaccinazione di massa, allargando gradualmente le somministrazioni anche fascia dei cittadini più giovani.

Ma qual è l’opinione degli Under 30 rispetto al vaccino? Un sondaggio realizzato da skuola.net con la collaborazione del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università di “Sapienza” di Roma, rivela che circa il 75 per cento degli intervistati tra gli 11 e i 30 anni si dice favorevole al vaccino: il 56,7 per cento non ha dubbi o timori di alcun tipo, mentre il 19,8 per cento ha ancora qualche perplessità. Ma nel complesso le risposte rimangono positive. Per quanto riguarda il resto degli intervistati, le opinioni si dividono: alcuni sono contrari, ma non escludono un ripensamento futuro (10,1 per cento); alcuni non ancora un’opinione definitiva nel merito (8,7 per cento), e c’è chi è assolutamente contrario (il 6,7 per cento).

Numeri che fanno ben sperare in un’ampia adesione da parte della fascia di popolazione più giovane; con l’auspicio e la speranza di un ritorno sempre più vicino a quella che si potrebbe definire la “normalità”.

Fabiana Alvarez 

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