Legge antiviolenza, in Commissione lavori verso modifica legge 2000

01.06.2021 – 11.00 – Pervenire a una norma quanto più aggiornata possibile, adatta ad affrontare i nuovi e preoccupanti fenomeni di violenza emersi in epoca recente, al fine di trasformare la preesistente legge regionale 17/2000 in un documento ancor più efficace, inclusivo e moderno.

Questo l’obiettivo del percorso individuato dal Comitato ristretto della III Commissione consiliare presieduta da Ivo Moras (Lega) che, in occasione della sua prima seduta tematica specifica, ha espresso a maggioranza la decisione di utilizzare come testo base la proposta di legge 127 siglata dai rappresentanti forzisti Mara Piccin (prima firmataria), Giuseppe Nicoli e Franco Mattiussi.

Il documento, trasmesso anche alla Commissione regionale per le pari opportunità (Crpo) e al Garante regionale dei diritti della persona, ha come titolo quello di Testo unico degli interventi per la tutela delle donne vittime di violenza.

Durante i lavori l’attenzione dei consiglieri, tuttavia, è stata dedicata in egual misura anche alla pdl 6, istanza pentastellata incentrata sulle Norme per la promozione della cultura dell’inviolabilità e per il contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione, presentata da Ilaria Dal Zovo insieme agli altri colleghi di partito.

“Affrontiamo un argomento molto importante che ruota intorno a entrambe le due pdl. Oggi – aveva anticipato Moras – è necessario dare un’impostazione precisa alla strada operativa da seguire, elaborando i contenuti da presentare in sede di Commissione dopo aver proceduto anche a una serie di audizioni intermedie. Lo scopo, a fine percorso, è quello di portare in Aula un testo il più condiviso possibile”.

In sede preliminare Dal Zovo e Piccin hanno illustrato le rispettive pdl (6 capi e 20 articoli complessivi per la 6, 23 per la 127), iniziando da quella dell’esponente del Movimento 5
Stelle che “vuole suggerire alcune proposte – ha sottolineato – che, partendo dalle donne, si allargano però a ogni forma di violenza e discriminazione, ampliando il registro quanto più
possibile anche ad altri soggetti”. Tra gli elementi maggiormente caratterizzanti sono stati indicati la rete antiviolenza, la formazione in ambito scolastico, la sensibilizzazione e la
comunicazione, oltre a un Piano triennale di prevenzione.

Piccin, dal canto suo, ha subito evidenziato “un’attenzione specifica sulle donne, attraverso una serie di integrazioni e la ripresa di alcune azioni già applicate”. In questo caso si parla
anche di centri antiviolenza, case rifugio, rapporti e convenzioni con le strutture pubbliche, istituzione di un fondo di solidarietà e patrocinio legale anche per gli orfani di
femminicidio. “Il tutto – è stato ribadito – sempre in coordinamento con i Comuni del Friuli Venezia Giulia”.

La discussione è stata aperta da Maddalena Spagnolo (Lega) che ha parlato di “un tema di estrema attualità. Io stessa avevo presentato una pdl per l’istituzione del Garante a tutela delle vittime di reato, evidenziando l’importanza di seguire con attenzione la problematica al femminile. Sarebbe interessante introdurre il tema anche in questo contesto per giungere a un atto completo ai fini di un’azione regionale sempre più efficace”.

Mariagrazia Santoro (Pd) ha chiesto indicazioni riguardo “i punti innovativi della 127 rispetto la Lr 17/2000. Ritengo inoltre che la programmazione vada pensata oltre al periodo limitante dei tre anni e che eventuali audizioni possano aiutarci a individuare lo strumento operativo più completo”. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha invece auspicato “un intervento molto rapido e capace di comprendere tutte le nuove forme di consapevolezza. Solo allargando l’analisi della violenza di genere a tutte le sue espressioni saremmo in grado di reagire alle necessità della nostra epoca in maniera completa. Altrimenti, sarebbe
un’occasione persa”.

Edy Morandini (Progetto Fvg/Ar) ha invitato a portare “idee importanti per creare la miglior legge possibile in vista dell’esame dell’Aula. Serve un accordo politico, ma anche una disponibilità tecnica. Sarebbe corretto – ha aggiunto – partire proprio dalla pdl 127”. Per contro, Dal Zovo ha rimarcato che “in tal modo, però, verrebbero tagliati fuori tutti gli altri contenuti fondamentali da noi suggeriti e ciò costituirebbe un errore”.
C.S.