Sinistra Monfalcone, femminicidio: “A quando la panchina rossa?”

03.06.21-07.30-La Sinistra di Monfalcone parla della “panchina rossa” tramite un comunicato: “Maria Carmina, di 50 anni, è morta il 22 maggio, uccisa dal marito; Lorella, di 63 anni, è morta il 25 maggio, uccisa dal marito; Liyenage Badda detta Teresa, di 40 anni, è morta il 29 maggio, uccisa dall’ex compagno: tutte vittime di femminicidio, in questi ultimi giorni di Maggio, in una sequenza dolorosa che sembra non avere fine.

Donne abusate, donne maltrattate, donne molestate, donne violentate, donne uccise in un
dilagare impressionante di violenza quotidiana che ha radici certe nella cultura patriarcale
della nostra società, un problema culturale che non si continua a non voler affrontare.
Le panchine rosse, rosse come il sangue delle donne vittime di violenza e di femminicidio,
che vengono installate in più luoghi vogliono ricordare al passante, al cittadino, tutte loro, le vittime, perché chi le vede, chi ci si siede sopra, possa non dimenticarle.

Ma vogliono anche sensibilizzare le persone, le e i passanti, ed essere più vigili, a prestare maggiore attenzione acché qualcosa di simile non avvenga proprio alla porta accanto, a cercare di comprendere quanto sia difficile anche solo chiedere aiuto. Perché non solo è difficile riuscire ad allontanarsi dal maltrattante ma anche affrontare un
percorso di denuncia delle violenze subite.

Il 27 maggio la Corte europea per i Diritti umani ha condannato l’Italia perché non ha tutelato una donna dalla vittimizzazione secondaria subita durante il procedimento a carico dei suoi stupratori in cui non è stata ritenuta credibile sulla base di un giudizio morale sulla sua vita privata.

La vita e la dignità di una donna sono calpestate due volte: quando subisce violenza e
quando la denuncia, con l’effetto di scoraggiarla dal proseguire nell’azione giudiziaria.
Questa è la vittimizzazione secondaria: quando l’aspetto, l’abbigliamento, l’orientamento sessuale, la vita personale della donna, già vittima di violenza, vengono poste alla base dell’attendibilità della sua testimonianza, una prassi da tempo denunciata dai Centri antiviolenza e dalla Rete Di.Re.

Le panchine rosse vogliono ricordare anche questo. Non sono solo un simbolo ma un atto concreto di sensibilizzazione e di memoria, di richiamo ad un impegno civile.
A Staranzano ne è stata inaugurata una il 29 maggio, a Ronchi una poco più di due anni fa;
A Monfalcone, quando?”

c.s.