Greenpass per i genitori, il disagio di una madre: “Meno di 24 ore di preavviso”

14.09.2021 – 09.30 – Prime applicazioni del Green Pass nelle strutture educative del Friuli Venezia Giulia e primi connessi disagi. Il veloce allargamento dell’applicazione del Green pass nelle strutture scolastiche, giunto con breve preavviso, sta causando diversi problemi nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido, dove il genitore, all’atto di accompagnare o prendere il figlio, deve presentare il certificato verde. La scelta di aver allargato anche ai genitori l’obbligo era giunta con scarso preavviso prima del rientro a scuola e non erano mancati i timori, da parte dei presidi, sulle possibile code e ingorghi.
Una segnalazione giunta oggi in redazione, da parte di una madre che doveva venire a prendere la figlia di due anni, conferma una situazione complessa, dove sembra mancare una comunicazione chiara. Il decreto-legge che sancisce l’obbligo per i genitori e/o in generale gli accompagnatori è stato pubblicato il 10 settembre 2021, a soli tre giorni dall’apertura degli istituti.

La madre racconta infatti di aver avuto “Meno di 24 ore di preavviso, la domenica, per organizzarsi tra farmacie e tamponi” avendo ricevuto la comunicazione “verso le 14.40” tramite “mail inviata dal coordinatore del nido”.
Secondo la madre manca “un servizio di accoglimento sulla soglia delle strutture che permetta, anche a chi non può o non vuole vaccinarsi e, contestualmente, non può permettersi di spendere 15 € ogni 48 ore, di vedere i propri figli accolti dalle strutture comunali”.
Infatti, in generale, “A colpire e disturbare è ancora una volta la mancanza di rispetto per il diritto di scelta nei confronti di un vaccino non obbligatorio, ma di fatto inevitabile e, ancora di più, per la becera strumentalizzazione dei bambini“.
Si tratta di “un provvedimento discutibile ed inutile” considerando che “già da un anno si prevede ingressi/ uscite scaglionati, oltre al sempre presente obbligo di mascherina, all’imprescindibile uso gel gel idroalcolico, alla misurazione in entrata, della temperatura corporea di bambini ed accompagnatori”.

Sotto il profilo legislativo il provvedimento risulta “in totale disaccordo con quanto ribadito da Eur-lex che cita testualmente Commissione e Parlamento Europeo che, lo scorso 15 giugno hanno affermato che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate”.

[i.v.]