Domani l’inaugurazione della mostra immateriale sui “Volti della Storia” a Monfalcone

24.09.21-07.30-“Volti della storia” è il titolo di una mostra immateriale che l’Assessorato alla cultura del Comune di Monfalcone ospita nella Sala Mostre al secondo piano del Palazzetto Veneto e che verrà inaugurata domani, sabato 25 settembre, alle ore 18.00 e rimarrà fruibile fino al 10 ottobre con i seguenti orari: lunedì e venerdì, dalle 14.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 17.50), sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.50).

“L’esposizione di Monfalcone, curata dall’Accademia Jaufrè Rudel di Studi Medievali di Gradisca d’Isonzo insieme a un team tecnico scientifico che fa parte di una rete internazionale di studiosi di cui l’Accademia è partner ” – afferma Marialuisa Cecere, curatrice insieme a Fabio Cavalli, ricordando che la mostra è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia – “è un’anteprima assoluta di questa particolare modalità espositiva e rappresenta al momento un unicum per il suo bellissimo allestimento. L’oggetto di studio – spiega Marialuisa Cecere – “è la ricostruzione di volti fisici di personaggi appartenenti al passato per mezzo delle più recenti tecnologie diagnostiche e fotogrammetriche3D. Il percorso espositivo si snoda attraverso un itinerario geo-storico che va da Aquileia all’Asia Minore, passando per il Danubio e il Delta del Nilo, iniziando dalla preistoria per arrivare al tardo Medioevo”.

La mostra è strutturata come un percorso affascinante che si compone di sette postazioni tematiche. Mediante la dimensione immateriale del digitale i volti dei diversi personaggi riprenderanno le loro fattezze fisiognomiche e racconteranno la propria storia.
La mostra è concepita anche come un evento didattico / divulgativo che metta insieme scienza, archeologia, bioarcheologia e storia. Un percorso scandito da “volti” di personaggi e popoli che, affacciati sul Mare Nostrum, nei millenni hanno avuto rapporti diretti ed indiretti con le nostre terre.
I soggetti, oltre a svelare le fattezze del proprio volto sia in forma virtuale che analogica, raccontano “storie” o la propria storia direttamente al visitatore. Nessun manufatto archeologico verrà esposto in quanto non si tratta di una mostra “archeologica” sensu stricto ma di una serie di installazioni tridimensionali (stampa 3D, videomapping, olographic fan…) che rappresentano la rielaborazione virtuale di uno specifico materiale archeologico: i volti, desunti dai resti biologici o scultorei, di persone vissute secoli e millenni fa.
Il visitatore potrà scegliere il livello di approfondimento utilizzando i codici QR disseminati lungo la mostra (e riuniti in un “catalogo virtuale” consegnato all’ingresso) fruibili anche in un secondo momento.

c.s.