Il porto di Trieste sotto i riflettori, la protesta di ieri

16.10.2021 – 07.00 – Rimangono compatti i lavoratori portuali di Trieste. Il fronte del Clpt e i sostenitori del no al Green pass si sono presentati ieri puntuali alle prime ore dell’alba in molo VII. Cori, fumogeni e oltre settemila persone hanno partecipando alla protesta. Nelle ore precedenti il presidente dell’autorità portuale Zeno D’Agostino aveva espresso la propria contrarietà al blocco del porto, minacciando le dimissioni e individuando come responsabili della scelta proprio i lavoratori del Coordinamento e il portavoce, Stefano Puzzer. Trieste è sotto i riflettori: lo scalo giuliano è tra i più importanti in Italia, muovendo 2000 container, quasi mille camion e una trentina di treni. Ieri Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica e i terminalisti di Samer, avevano già rilevato il dirottamento del traffico Ro Ro proveniente dalla Turchia. In procinto di lasciare il Porto di Trieste anche il circus della Formula 1, che storicamente si serve del porto per la logistica in vista del GP di Turchia. Ora sta ponderando di giungere a Istanbul attraversando il porto francese di Sète, in Occitania, il secondo porto transalpino per importanza dopo quello di Marsiglia.

Un blocco quello di ieri che doveva essere totale, ma l’altra sera il Coordinamento ha diramato una nota nella quale veniva garantito ai colleghi l’accesso al luogo di lavoro. “Se qualcuno vuole andare a lavorare vada – aveva dichiarato Puzzer – non blocco nessuno”. Questo per mantenere “la libertà di scelta delle persone di andare a lavorare oggi, domani, dopodomani, ogni giorno” aggiunge. I portuali chiedono risposte chiare da parte del governo, che però ha già fatto intendere di non voler cedere di un millimetro sulla certificazione verde. Le parole del presidente dell’Authority sono state interpretate dai portuali come un “attacco”, non solo al Coordinamento ma anche “personale, verso di me – chiarisce Puzzer – non siamo contro il nostro presidente lo abbiamo già detto. Lo abbiamo difeso quando è stato il momento di difenderlo ma lui ha comunque preso questa decisione. Il Green pass è stato deciso dal governo non da lui, ma non abbiamo più niente da dirgli” ha concluso.

Il sostegno ai lavoratori del porto di Trieste arriva anche da fuori regione oltre che dall’ormai noto Movimento 3VUgo Rossi, che si è guadagnato un posto da consigliere a palazzo Cheba durante l’ultima tornata elettorale ha parlato di “un risultato che è conseguenza diretta del lavoro che abbiamo fatto nelle piazze – commenta – tra Clpt e il coordinamento si è instaurato un rapporto di collaborazione”. Smentita dallo stesso Rossi la possibilità di trasformare il presidio in corteo, paventatasi in mattinata. “All’ultima riunione del Coordinamento no Green pass non si è parlato di corteo” ha spiegato.

Non sono mancati i disordini: un’ambulanza ha raggiunto il varco del molo VII attorno alle ore 12 a causa di una persona colta da malore, ma ad accendere gli animi sono stati i comizi degli organizzatori. Tensione tra i lavoratori portuali e gli antagonisti, che hanno cercato di guadagnarsi il microfono. È intervenuto Fabio Tuiach, già consigliere dell’amministrazione uscente, che ha sferrato un pugno ad uno dei portavoce del Coordinamento no Green pass.

A sostenere la protesta anche il senatore Mattia Crucioli, che dopo l’espulsione dei parlamentari M5S che non hanno votato la fiducia al governo Draghi sulla piattaforma Rousseau, ha aderito al nuovo gruppo “L’Alternativa c’è”. “Questo va oltre all’interesse locale – spiega – i portuali triestini sono in lotta per la libertà di tutti i lavoratori italiani”. Crucioli commenta la posizione del governo, che pare irremovibile: “Draghi non è una persona che si fa impressionare da uno sciopero, mostra il suo volto impassibile, mostra una violenza fredda”. “Non mi stupisce che la Commissione di Garanzia abbia dichiarato lo sciopero illegittimo – aggiunge – tu scendi in piazza? Il governo dichiara quella piazza illegittima”.