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domenica, 14 Agosto 2022

L’altro volto di Gorizia, una città sotterranea

23.07.2022 – 07.01 – Una città non è composta esclusivamente da ciò che appare a prima vista, una città, proprio come gli uomini, presenta un lato nascosto, un’anima, e una propria interiorità.
Mentre l’anima del Capoluogo Isontino è associabile alla propria storia, caratterizzata da un intreccio millenario di popoli e culture, il lato nascosto e l’interiorità sono sicuramente accostabili alla fitta rete di cunicoli, camminamenti, rifugi antiaerei e cripte presenti nel sottosuolo goriziano.
Il Gruppo Speleologico “L.V. Bertarelli” di Gorizia, a partire dal 1993, e il Gruppo Seppenhofer hanno lavorato senza sosta, aggregandosi al C.A.I. di Gorizia, per documentare e riportare alla luce i segreti di questo lato della città molto spesso dimenticato.
Il 1° maggio del 1993 avvenne il vero e proprio battesimo della speleologia urbana goriziana, in questa data il Gruppo Bertarelli intraprese i primi passi sollevando il chiusino di cemento posto lungo il basamento della fontana del Pacassi in Piazza Vittoria e calandosi lungo una scaletta di ferro si trovò all’interno di una lunga galleria.
Da allora svariate uscite permisero di ottenere la completa ricostruzione del percorso dell’antica “grappa”, un lungo canale nato come opera di difesa alla base del colle del Castello dalla dubbia collocazione storica, si pensa appartenga al periodo compreso tra il 1300 e il 1500, che deve il suo nome al termine germanico “grapen”, che significa giustappunto canale.
Il suo percorso parte da Via Rastello, attraversa Via Roma e raggiunge Via Oberdan, da qui prosegue per Via Morelli e passando (in quest’ordine) Via Crispi, il Giardino della Camera di Commercio, Via De Gasperi raggiunge infine Via Mazzini, chiudendosi all’altezza di Via Rabatta.
Questo canale, che scaricherà le proprie acque nel torrente Corno, rappresenta probabilmente la prima rete fognaria della città.
Atri interventi di notevole importanza sono quelli riguardanti l’esplorazione dell’area del Castello, luogo in cui è stato possibile, calandosi all’interno dei bastioni, rilevare una stanza nell’intercapedine delle mura perimetrali, alimentando così per molto tempo svariate dicerie e leggende.
Un ruolo importante è stato interpretato anche dagli edifici religiosi che da sempre intrecciano la propria storia con la crescita dell’agglomerato urbano; le chiese e gli antichi conventi in particolare hanno catturato le attenzioni dell’Associazione Bertarelli che, a seguito di un consistente numero di escursioni, ha riportato alla luce il sapere e soprattutto una buona contestualizzazione storica della cripta della chiesa di Sant’Ignazio, dell’antica cripta del Duomo, della camera sepolcrale nella Chiesa di S. Carlo e della lunga serie di stanze poste al di sotto della Biblioteca Statale Isontina, sede storica del convitto ecclesiastico dei Gesuiti.
La storia di questi canali, cunicoli e camminamenti si mescola con la leggenda, molti furono infatti le dicerie sviluppatesi attorno a questi luoghi divenuti, per certi aspetti, mitologici.
Si allontanarono tuttavia da questa tendenza i dati rilevati dall’ispezione dei rifugi antiaerei, queste strutture dalla classica forma a ferro di cavallo dovevano infatti la propria origine al periodo bellico, epoca decisamente più vicina ai giorni nostri.

[a.f.]

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