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venerdì, 19 Agosto 2022

Napoleone Bonaparte e il soggiorno a Gorizia: una parentesi curiosa

06.08.2022 – 07.30 – Grande condottiero, campione della rivoluzione francese e genio militare, ma anche tiranno e colonialista: le analisi storiografiche su Napoleone Bonaparte non sono certamente concordi. Figura controversa tanto oggi, quanto durante la sua epoca. Una cosa però è certa: non si può negare che l’età napoleonica abbia costituito uno spartiacque nella storia moderna occidentale.
Nato ad Ajaccio, in Corsica, nel 1769 (l’anno prima l’isola era stata ceduta dalla Repubblica di Genova alla Francia), Napoleone crebbe con un forte spirito patriottico nonostante le origini etniche corse. Se prima della Rivoluzione a fare carriera nell’esercito erano soprattutto provenienti da famiglie nobili, dopo il 1789 si aprirono nuove possibilità. Ecco che nel 1795 Napoleone represse una rivolta realista a Parigi e nel 1796 fu messo a capo dell’Armata d’Italia. All’anno successivo, il 1797, risale la prima intersezione tra la storia di Gorizia e quella di Napoleone: nel contesto della dominazione franco-repubblicana del 1797, che si protrasse tra i mesi di marzo e maggio, Napoleone fece ingresso in città. Qui rimase per un soggiorno di soli cinque giorni, tra il 21 e il 26 marzo, che però si concluse con una triste parentesi.
Bonaparte alloggiò nel palazzo De Grazia-Thurn e qui incontrò numerosi diplomatici, dignitari, uomini politici e militari provenienti da Venezia e Trieste. Il 25 marzo emanò un editto che stabiliva l’abbandono delle armi da fuoco in possesso dei cittadini di Gorizia, entro due giorni, e il 26 marzo lasciò il palazzo per recarsi a Solcano, da cui si diresse verso la Carinzia in Carrozza. Giunto nella località di Canale d’Isonzo, l’armata francese fu costretta a fermarsi: il leggendario cavallo bianco stava respirando i suoi ultimi aliti di vita. Napoleone diede allora disposizioni per farlo seppellire con tutti gli onori militari e, solo dopo la cerimonia, il viaggio proseguì.

Le fonti istituzionali inerenti le dominazioni francesi di Gorizia, susseguitesi tra il 1797 e il 1813, sono esigue, e ciò riflette la discontinuità che ha caratterizzato tale periodo.
Dopo la breve parentesi del 1797, ne seguì una di durata simile tra i mesi di novembre 1805, quando il generale Massena entrò a Gorizia, e gennaio 1806, quando i capitolati della pace di Presburgo riassegnarono i territori in mano francese all’Austria. Nel frattempo, anche Monfalcone e la riva destra dell’Isonzo erano state occupate. Il 10 ottobre del 1807, in seguito alla convenzione di Fontainebleu, Monfalcone tornò all’Austria e la riva isontina al Regno Italico.
L’ultima dominazione francese della città di Gorizia si è invece protratta lungo un arco di tempo più esteso, tra il 1809 e il 1813. In questo periodo il goriziano era stato incluso nelle neocostituite province Illiriche, sotto il governatorato del Maresciallo Marmont fino al 1813. Nell’anno successivo, il 30 maggio 1814, il territorio fu riassegnato all’Impero d’Austria col trattato di Parigi.

[g.p.]

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