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mercoledì, 28 Settembre 2022

Una Gorizia più solidale: si fanno strada gli ‘Alti e Altri orti sociali’

11.08.2022 – 07.40 – Da diverso tempo ormai il concetto di orto non è più legato a soli fini di consumo ma ha acquistato sempre più valore sociale, didattico-educativo, ornamentale e ambientale. Ed è quello che è capitato anche agli orti collettivi sociali di Gorizia che, grazie all’iniziativa che vede coinvolte nove diverse realtà associative del territorio – con soggetto capofila l’Anfass (Associazione Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) di Udine – saranno più inclusivi.

L’obiettivo, infatti, è quello di dare vita ad uno spazio di inclusione, in cui gli orti possiedano precise caratteristiche per favorirne l’utilizzo alle persone con disabilità fisiche o mentali. Come spiega l’ideatore del progetto, l’architetto Francesco Portelli, “gli orti rialzati non sono pensati solo per chi è costretto a muoversi in carrozzina: consentono infatti anche alle persone con disabilità visive di orientarsi grazie alla guida olfattiva offerta dalle varie piante coltivate”. Questi orti, inoltre, sono definiti “altri” perché gli orti urbani esistono già: il progetto vuole integrare quanto è già presente, oggi, in un terreno esteso 8mila metri quadrati in via Merici, nel quartiere di Montesanto.

Per di più, tutto il progetto ‘Altri e Altri orti sociali’ si basa non solo sull’allestimento vero e proprio di questi orti specializzati ma anche sulla formazione di nozioni base sull’agricoltura e sull’auto-apprendimento anche grazie alla costituzione di una biblioteca che accoglierà tra gli scaffali diverse collane di pubblicazioni a tema che riguardano botanica, orticultura e le varie forme di agricoltura. Infine, sarà garantita alle persone con disabilità prevalentemente motorie la possibilità di svolgere un’attività proficua non solo sotto il profilo della riabilitazione socio-lavorativa, ma anche sotto quello dell’alimentazione, grazie all’accesso a cibi freschi, naturali e sicuri, in quanto auto-prodotti.

L’idea si è sviluppata grazie alla proposta dall’Associazione Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Friuli Venezia Giulia e dello stesso disegnatore del progetto, l’architetto Francesco Portelli, che hanno poi deciso di creare una rete di partenariato tra diverse associazioni come le goriziane Aatc (Associazione Amici dei Traumatizzati Cranici), Diritto di Parola, Ge.Co. (Genitori Consapevoli – Associazione Famiglie di Disabili), Grass (Gorizia Riscopre l’Agricoltura Sociale e Solidale), l’Anfamiv (Associazione Nazionale delle Famiglie delle Persone con Minorazioni Visive) di Udine e le sedi locali di Anffas, Apici (Associazione per gli Invalidi Civili e Cittadini Anziani) e Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) proprio per dare al progetto un rilievo regionale.

Questo progetto, quindi, vuole contrastare l’isolamento sociale delle persone con disabilità, favorire la collaborazione fra enti senza scopo di lucro, ampliare la conoscenza del volontariato e sostenere l’agricoltura biologica anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Gorizia, dell’Ater, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Regione.

[a.b]

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