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giovedì, 8 Dicembre 2022

I tesori dell’Isola del Sole: Porto Mandracchio, il salotto cittadino sul mare

24.10.2022 – 08.15 – L’antico porto di Grado, con la sua tipica e caratteristica forma a Y rovesciata – voluta prima dai veneziani e in seguito dal popolo austroungarico – si sviluppa alle spalle del centro storico. Si tratta non soltanto della perfetta rappresentazione del salotto cittadino sul mare con bar, caffè, ristoranti e punti vendita, ma nella tipica atmosfera di mare, è qui che ha luogo la frenetica attività dei pescatori. Tant’è vero che, alle prime ore del giorno si intravedono i pescherecci che rientrano con il loro pescato fresco che sarà acquistabile al mercato, posizionato proprio alla testa del canale di Porto Mandracchio. Da qui, inoltre, partono le imbarcazioni che accompagnano a conoscere l’affascinante paesaggio lagunare – tra canali, isolette e tipici casoni – che circonda l’isola. Per di più, percorrendo i moli con un po’ di attenzione, è possibile identificare i simboli utilizzati fin dai tempi antichi dai pescatori per contrassegnare le reti loro appartenenti e non confonderli con altre famiglie. Alla sera, sedendosi ai tavolini di uno dei tanti ristoranti tipici, un panorama mozzafiato farà da contorno ad una delle tante prelibatezze gradesi da degustare. E dopo aver cenato, sarà ancora lui, il porto, con il vicino centro storico e la vicina diga, il protagonista delle passeggiate serali.

Come viene suggerito dal dizionario Treccani, nel linguaggio marinaro per ‘mandracchio’ viene inteso uno “specchio d’acqua limitato e ben riparato, simile a una piccola darsena, ricavato in un porto e destinato al ricovero di imbarcazioni di piccole dimensioni”. In effetti, questo suggestivo porto-canale consolidato a inizio Novecento grazie agli scavi e ai rinforzi in cemento armato compiuti dall’intervento dell’allora amministrazione asburgica, protegge sia dalle mareggiate sia dalle intense raffiche di bora; questo soprattutto in tutela dei tanti pescherecci che, salvo condizioni meteo avverse, garantiscono sempre il pescato fresco e caratterizzano il vero e proprio canale di collegamento alla laguna.

Quelle che oggigiorno vengono riconosciute come la frequentatissima pescheria e l’innovativa osteria del mare, attive grazie al progetto ‘Zero Miglia’ siglato dalla Cooperativa Pescatori Grado, hanno preso il posto delle 5 fabbriche per la lavorazione e la conservazione delle sardine sott’olio, la cui produzione era sorprendente non soltanto per quantità e qualità ma soprattutto per l’impiego di circa 200 posti che hanno dato la possibilità di avere un mestiere agli abitanti dell’isola. Ancora, negli anni successivi, due nuove aziende oltre a una fabbrica del ghiaccio sull’altra sponda del canale.

Lungo la biforcazione della già citata Y capovolta del porticciolo, invece, ormeggiano le imbarcazioni di diporto, tra cui non poche battenti bandiera estera. Le cronache del passato raccontano di un traghettatore che collegava le rive opposte del Mandracchio e, fantasticando, ci si può immaginare la vivacità del porto ai tempi della linea fluviale Grado-Aquileia – inaugurata nell’estate del 1888 – e più tardi dei battelli a vapore che portavano i turisti a Grado partendo da Belvedere, dove terminava la linea ferroviaria dell’epoca che proveniva da Vienna e da Praga. In seguito, come documentato dalla pubblicità turistica del 1924, svariati piroscafi collegheranno Grado e Trieste con un tragitto di un’ora e tre quarti, anche se i collegamenti più frequenti erano quelli dei traghetti che operavano dalla testata della strada “Mosconi”, prima della costruzione del ponte girevole a metà degli anni 30, a completamento dell’unione tra terraferma ed isola. Dopo la traversata lagunare i primi villeggianti di Grado venivano accolti direttamente dai portieri degli alberghi e delle pensioni al loro sbarco in porto: cartoline d’epoca hanno immortalato esclusivi hotel e caffè alla moda situati tutto attorno al porto e ci si può ben immaginare quanto diverso dovesse apparire l’ambiente circostante prima delle varie ‘colmate’ e opere di bonifica.

È qui al porto che, sicuramente, si trova – per così dire – l’ombelico dell’Isola del Sole, tappa inevitabile di una passeggiata verso la spiaggia o per andare a visitare il labirintico centro storico, oppure per partire in escursione alla scoperta della laguna col suo paesaggio indimenticabile. Sempre da qui, la mattina della prima domenica di luglio, secondo una plurisecolare tradizione locale, parte e ritorna la processione di barche del ‘Perdòn de Barbana’: evento attesissimo e molto sentito dai gradesi, appuntamento da non perdere per turisti e visitatori alla ricerca di tipicità assolutamente genuine. Infine, è qui che, nell’ambito della rassegna ‘Presepi a Grado’, nel periodo delle festività natalizie viene allestito sull’acqua uno dei presepi più affascinanti, punto di partenza dell’immancabile tour attraverso le svariate zone del centro storico, per ammirare una panoramica unica sull’arte presepiale, mista a creatività popolare e fantasia tipicamente locale.

[a.b]

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