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venerdì, 9 Dicembre 2022

Gli itinerari della Grande Guerra: il Museo all’aperto del Monte San Michele

11.11.2022 – 08.20 – A pochi chilometri dalla città di Gorizia, nella zona settentrionale del Carso, si innalza un’altura massiccia e imponente che sorveglia dall’alto la contenuta frazione di San Martino del Carso di Sagrado e il limitrofo comune di Savogna d’Isonzo. Il Monte San Michele, rinomato soprattutto attraverso i componenti di Giuseppe Ungaretti, proprio come il Monte Sabotino, è stato teatro e tutt’ora testimonianza delle atrocità della Grande Guerra proponendo un suggestivo itinerario tra storia e natura seguendo una ramificazione di percorsi semplici e adatti anche ai non esperti che offrono l’opportunità di conoscere diverse compagini e i monumenti costruiti sulle pendici e sulle quattro cime del rilievo carsico.

Il tracciato consigliato – di durata variabile a seconda delle zone scelte per la visita – si snoda tra le maestose sculture in memoria della conquista da parte della Seconda Armata italiana della vetta il 6 agosto 1916, nel corso della Sesta Battaglia dell’Isonzo, fino a raggiungere Cima 3, il vero e proprio cuore del museo. Il punto di partenza ideale è la cosiddetta ‘Area delle Battaglie’, facilmente raggiungibile in auto dal centro di Sagrado seguendo le indicazioni che conducono alla cima del monte. Da qui, subito dopo aver superato il Parco Ungaretti e la Tenuta di Castelvecchio, dopo circa due chilometri un esiguo parcheggio sulla destra permette di sostare e dedicare del tempo alla scoperta della Trincea delle Frasche, del Cippo della Brigata Sassari e il monumentale Cippo Filippo Corridoni.

Riprendendo la marcia, si continua a salire e in pochi minuti si raggiunge il centro di San Martino del Carso, la limitata frazione di Sagrado che oggi è immersa nella tranquillità della natura carsica ma che nel 1915 si è trovata proprio nel cuore del fronte: è stata completamente rasa al suolo dai bombardamenti e, inoltre, è stata resa nota oltre i confini nazionali dalla poesia di Ungaretti. Per di più, è possibile godere dei versi dell’omonimo componimento in Piazza della Fontana, punto da cui si può riprendere il proprio percorso ma solamente dopo aver dato un’occhiata al piccolo Museo gestito dal locale Gruppo Speleologico.

Seguendo le indicazioni per il cimitero, si imbocca prima Via Vallone a sinistra e in seguito, a destra, Via Bosco Cappuccio in modo da raggiungere, in leggera pendenza, il Cippo del Quarto Honved; tornando verso la strada asfaltata, dopo pochi metri a sinistra, l’ingresso del Sentiero CAI 73 che segnala il punto di partenza della salita verso il museo all’aperto del San Michele. Al primo bivio è necessario svoltare a sinistra seguendo le indicazioni dell’Alpe Adria Trail e dopo aver incrociato i resti della trincea italiana colpita il 29 giugno 1916 dal primo attacco chimico, si giunge in poco più di 10 minuti al museo all’aperto.

A questo punto è possibile continuare indistintamente il cammino o a sinistra o a destra dal momento in cui il sentiero sbuca all’interno dell’affascinante Percorso dei Cippi che si articola attorno alle quattro cime del monte. Tuttavia è consigliato svoltare a destra senza raggiungere immediatamente la Cima 3 ma di proseguire verso Cima 2, giungendo all’entrata dello Schönburgtunnel. Ritornando sui propri passi e in direzione di Cima 3, svoltando a destra e proseguendo un tratto di sentiero cementificato, si costeggia la Galleria Cannoniera della Terza Armata, un’ampia struttura sotterranea utilizzata dall’esercito italiano. Si arriva così al piazzale principale, da cui è possibile ammirare lo spettacolare paesaggio che spazia verso il Collio e il centro cittadino del capoluogo dell’Isontino ed è possibile accedere al moderno Museo Virtuale della Grande Guerra, un vero e proprio gioiello in cui la divulgazione storica si sposa perfettamente con la tecnologia virtuale.

In conclusione, una volta conclusa la visita, si prosegue a sinistra e un tracciato conduce nel giro di pochissimo alla Cima 3, cuore pulsante del museo all’aperto. Scendendo dallo stesso lato, si riprende il Percorso dei Cippi e si torna all’imbocco del sentiero che riporta a San Martino, dopo aver superato la caverna austriaca del Generale Lukachich.

[a.b]

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