La Storia di Elsa Morante rivive al Teatro Comunale di Gradisca

03 aprile 2026 – 09:36 – Il Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione, portando sul palco la forza narrativa di uno dei capolavori della letteratura del Novecento. Venerdì 10 aprile, alle ore 21, i riflettori si accenderanno su “La Storia – Uno scandalo che dura da diecimila anni”, un adattamento teatrale che promette di restituire al pubblico la complessità e la carica emotiva dell’opera monumentale di Elsa Morante. Attraverso le vicende di Iduzza e dei suoi figli, lo spettacolo esplora l’incessante lotta dell’individuo contro i meccanismi spesso spietati della grande Storia, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana.

La produzione, che vede la collaborazione tra il Teatro Franco Parenti, la Fondazione Campania dei Festival e il Centro Teatrale Bresciano, si avvale della drammaturgia di Marco Archetti e della regia di Fausto Cabra. In scena, gli attori Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa danno corpo a un corale intreccio di destini, muovendosi tra un tempo di guerra e un tempo di pace. La narrazione procede con un ritmo serrato che cerca di preservare la vitalità dell’opera originale, alternando momenti di drammaticità a venature di leggerezza e comicità. Ad arricchire l’esperienza sensoriale dello spettatore contribuisce la drammaturgia del suono curata da Mimosa Campironi, concepita per sottolineare la potenza del messaggio morantiano.

Nelle note di regia, Fausto Cabra approfondisce il senso dell’operazione culturale spiegando come “il romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: le piccole storie degli individui sono contenute nella Grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande Sfera Naturale, Atemporale e Universale”. Al centro di questa visione si pone la figura di Useppe, definito dal regista come un “essere minimo” capace di comprendere linguaggi misteriosi e universali, simbolo di una divinità infinitesimale e al contempo vittima degli eventi.

Il lavoro di Cabra non cerca di semplificare i dilemmi posti dal testo originale, ma ne accetta le contraddizioni intrinseche. “Al romanzo, scomodo ieri come oggi, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima”, sottolinea il regista. Secondo questa lettura, il valore politico dello spettacolo risiede proprio nel rifiuto di ogni semplificazione, mostrando la Storia nella sua nuda realtà.

La conclusione che emerge dalla messa in scena punta sulla partecipazione emotiva: “L’unica salvezza possibile – vien da pensare leggendo – è proprio quella commozione, quella cruda com-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che rivela – nonostante l’orrore – l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità”. Per assistere alla rappresentazione, la biglietteria del teatro sarà attiva a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

articolo di Carlo Mattei

Ultime notizie

Dello stesso autore