9 settembre 2026 – 09:30 – Il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia riapre le sue porte alla nuova stagione con «Meraviglioso!», il cartellone 2026/2027 firmato dalla direzione artistica di Walter Mramor, che da mercoledì 9 settembre dà il via alla campagna abbonamenti: ventiquattro spettacoli distribuiti in cinque sezioni, con formule pensate per ogni tipo di spettatore, dal frequentatore occasionale all’appassionato che non vuole perdersi nulla.
Da mercoledì 9 settembre e fino al 30 settembre si apre la prima fase della campagna, riservata agli abbonati della scorsa stagione, che potranno confermare il proprio titolo, comprensivo di tipo, settore, fila e posto, oppure modificarlo ampliando o variando la tipologia di abbonamento già in essere. Tra le novità di quest’anno figurano le formule “Fedeltà 2”, “Fedeltà 3” e “Fedeltà 4”, che permettono di affiancare all’abbonamento di Prosa rispettivamente uno, due o tre abbonamenti di altri generi. Per confermare il proprio posto ci si può rivolgere alla biglietteria del teatro oppure scrivere all’indirizzo [email protected], indicando i propri dati anagrafici e un recapito telefonico; il ritiro dell’abbonamento dovrà avvenire entro il 30 settembre 2026, pena la nuova disponibilità del posto per la vendita.
Le fasi successive della campagna si susseguiranno nelle settimane seguenti. Da sabato 3 ottobre si aprono le nuove sottoscrizioni per ciascuna tipologia di abbonamento, in base ai posti ancora disponibili, con la possibilità di abbonarsi fino alla data del primo spettacolo della sezione scelta. Da mercoledì 14 ottobre sarà la volta dei carnet, pensati per chi preferisce comporre il proprio percorso a teatro un ingresso alla volta, mentre da sabato 17 ottobre partirà la vendita dei biglietti singoli, sia in biglietteria sia online sul sito vivaticket.it.
Le formule di abbonamento coprono un ampio ventaglio di esigenze. Chi ha una passione precisa può seguire una sola sezione, tra gli otto titoli della Prosa, i cinque appuntamenti di Musica e Balletto, i quattro Grandi Eventi e i quattro incontri di Verdi Racconta. Chi invece non vuole rinunciare a nulla può orientarsi sulle formule Fedeltà, che intrecciano più sezioni fino ai ventuno spettacoli della Fedeltà 4. Non mancano i mini-abbonamenti a tema, dagli Eventi alla danza internazionale, e i carnet da otto, dieci o dodici ingressi per chi desidera muoversi con maggiore libertà. Restano inoltre confermate le tariffe dedicate a giovani, famiglie e scuole, pensate per avvicinare al teatro anche il pubblico più giovane.
Il cartellone si aprirà lunedì 26 ottobre con «Prima del temporale», ideato da Umberto Orsini e Massimo Popolizio, e si chiuderà il 5 maggio 2027 con «Orcolat ’76», l’oratorio civile di Simone Cristicchi realizzato a cinquant’anni dal terremoto del Friuli. Tra le altre proposte, la sezione Prosa allinea, dopo Orsini, anche Alessandro Haber, Emilio Solfrizzi e Claudio “Greg” Gregori; Musica e Balletto porta a Gorizia il Soweto Gospel Choir e l’omaggio sinfonico a Hans Zimmer; i Grandi Eventi spaziano dal «Piccolo Principe» con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase al musical su Frida Kahlo, fino a Filippo Caccamo; Verdi Racconta trasforma in teatro la grande letteratura, da Annie Ernaux con Valeria Solarino e Silvia Gallerano al Dario Fo di Lodo Guenzi. Per i più piccoli sono previste le rassegne Verdi Young e Verdi Matinée, dedicate a famiglie, ragazzi e scuole.
Per abbonarsi ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, in via Garibaldi 2/a a Gorizia. Durante la campagna, dal 9 settembre al 26 ottobre, gli sportelli osservano il seguente orario: dal lunedì al sabato, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00. Gli abbonamenti sono nominativi e personali e vanno sottoscritti entro la data del primo spettacolo della formula scelta.
Per informazioni è possibile contattare la biglietteria al numero 0481 383601, scrivere a [email protected] o consultare il sito www.teatroverdi.gorizia.it, oltre ai canali social del teatro su Facebook (TeatroVerdiGorizia) e Instagram (teatroverdigorizia).
articolo di Carlo Mattei


