Teatro Verdi di Gorizia, la danza protagonista con i Carmina Burana di Carl Orff

08 aprile 2026 – 09:20 – Il sipario del Teatro Verdi di Gorizia si appresta a calare sulla sezione “Musica e Balletto” con i Carmina Burana di Orff, un evento di rara potenza visiva e sonora. Giovedì 9 aprile alle 20.45, il palcoscenico cittadino ospiterà una delle opere più iconiche del Novecento, capace di fondere la sacralità del ritmo con l’energia ancestrale del corpo. L’appuntamento promette di trasportare il pubblico in un viaggio emotivo attraverso le fragilità e le forze dell’animo umano, suggellando la stagione coreutica con una produzione dal respiro internazionale.

A guidare questa spettacolare chiusura sarà la Szeged Contemporary Dance, considerata la principale compagnia di danza ungherese, che porterà in scena il capolavoro monumentale di Carl Orff, i “Carmina Burana”. Realizzato nel 2000 come adattamento di teatro-danza, lo spettacolo riesce a catturare vividamente le paure e le gioie di una comunità barbarica immaginaria. In questa cornice, i personaggi lottano per la propria sopravvivenza attraverso rituali misteriosi, muovendosi in un equilibrio costante tra la vita e l’inevitabile scorrere del tempo.

La firma artistica è quella di Tamás Juronics, direttore della compagnia dal 1993 e coreografo di fama mondiale, già autore di pietre miliari come “La sagra di primavera” e “Il lago dei cigni”. In questa produzione, l’opera si distingue per una trama accurata e una struttura drammatica dove scenografie, effetti di luce e partitura musicale diventano elementi inscindibili. Al centro della narrazione emerge la figura di una ragazza, interpretata da Brigitta Hortobágyi, che tenta di trovare un istante di felicità autentica attraverso l’amore, sfidando un destino che appare già segnato.

Proprio il tema del destino e della sua imprevedibilità costituisce il cuore pulsante del lavoro di Juronics, che calcherà il palco nel ruolo della morte, affiancato da Gergely Czár e Gergő M. Horváth. Il coreografo descrive così l’essenza della rappresentazione: “Ma la Fortuna è mutevole e crudele, indifferente alla bellezza del momento. Attraverso delusioni, gioie e paure, possiamo imparare molto su noi stessi, sul nostro destino e sulla nostra umanità.” L’estetica della messa in scena è completata dai costumi di Zsuzsa Molnár, che accompagnano l’evoluzione dei personaggi in questo scontro continuo con la sorte.

Il prestigio di questo allestimento è confermato dai numeri raccolti a livello globale, con oltre 300 repliche e un pubblico che ha superato i 150.000 spettatori tra Messico, Egitto, Stati Uniti e le principali capitali europee. La data goriziana rappresenta dunque un’occasione preziosa per assistere a una coreografia collaudata e acclamata, capace di trasformare la musica di Orff in un’esperienza fisica e visiva totale, in cui il movimento diventa l’unico linguaggio possibile per raccontare l’eterna lotta tra l’uomo e la fortuna. Maggiori informazioni sul sito del Teatro Verdi.

articolo di Carlo Mattei

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