Cormons, il cinema del lunedì prosegue con Lavoreremo da grandi

10 aprile 2026 – 12:05 – Il lunedì sera di Cormons si conferma il momento privilegiato per gli amanti del grande schermo grazie alla rassegna cinematografica ospitata presso il Teatro Comunale. Con proiezioni uniche fissate per le ore 20.30, l’iniziativa offre ai cittadini un viaggio tra commedia sociale e drammi politici d’attualità, portando in sala opere che analizzano, seppur con toni differenti, le complessità del mondo contemporaneo e le fragilità umane.

Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 13 aprile con la proiezione di “Lavoreremo da grandi”, l’ultima fatica di Antonio Albanese. La pellicola segue le vicende intrecciate di personaggi alla deriva: Umberto, un uomo che ha dilapidato il patrimonio paterno inseguendo sogni musicali dai risultati cacofonici, si ritrova circondato da ex mogli che lo detestano e figli problematici come Toni, costantemente alle prese con la giustizia, e la scontrosa Giulia. Accanto a loro si muovono Beppe, un idraulico schiacciato da una madre asfissiante e da un amore non corrisposto per la cugina, e Gigi, deluso da un’eredità bizzarra fatta di parrucche e trucchi. La narrazione subisce una svolta decisiva durante una notte concitata in cui, a causa di un incidente stradale mentre trasportano un Gigi in stato semicomatoso, i protagonisti dovranno affrontare una serie di equivoci e sorprese destinati a stravolgere le loro vite prive di direzione.

La programmazione del Teatro Comunale volgerà poi al termine lunedì 27 aprile con un cambio di registro netto. Sullo schermo approderà “Il mago del Cremlino – Le origini di Putin”, diretto da Olivier Assayas e interpretato da un impeccabile Jude Law. Ambientato nella Russia dei primi anni ’90, subito dopo il crollo dell’URSS, il film narra l’ascesa di Vadim Baranov, un ex artista d’avanguardia che diventa lo spin doctor di Vladimir Putin, noto come “lo zar”. Baranov è il regista ombra che modella discorsi e percezioni pubbliche, finché la sua parabola non si scontra con l’indipendenza di Ksenia, l’unica donna capace di sfuggire ai suoi schemi. Dopo anni di silenzio, il protagonista sceglie di parlare, offrendo rivelazioni che confondono i confini tra verità e strategia politica in un’esplorazione profonda dei meccanismi del potere.

articolo di Carlo Mattei

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