07 maggio 2026 – 11:00 – Il contrasto tra l’abbondanza che finisce nei rifiuti e le crescenti difficoltà economiche di molte famiglie rappresenta oggi una delle sfide sociali più urgenti per il nostro Paese. Mentre i dati nazionali del 2026 fotografano una realtà allarmante, con miliardi di euro di cibo sprecato a fronte di milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare, il territorio di Gorizia e Nova Gorica sceglie di non restare a guardare. Attraverso il progetto GO Innovation, la comunità locale viene chiamata a raccolta per trasformare lo scarto in risorsa, puntando sulla collaborazione tra cittadini, commercianti e realtà del terzo settore per costruire un modello di benessere collettivo più sostenibile e solidale.
I numeri che emergono dai recenti studi non lasciano spazio a interpretazioni: in Italia, la filiera del cibo sprecato nel 2026 ha raggiunto un valore complessivo superiore ai 13 miliardi di euro. Una quota preponderante di questa cifra, pari a 7 miliardi e 363 milioni, si genera direttamente all’interno delle mura domestiche, secondo quanto riportato dal Rapporto Waste Watcher International 2026. Questo fenomeno si scontra con una realtà sociale complessa, evidenziata dal Rapporto Azione Contro la Fame 2026, che stima in quasi 6 milioni il numero di persone appartenenti a nuclei familiari esposti all’insicurezza alimentare, dato che coinvolge circa l’11% del totale nazionale. La lotta allo spreco alimentare si configura quindi come una priorità assoluta, non solo per ragioni etiche, ma come pilastro per garantire la dignità sociale.
In questo scenario, Casa Netural, situata in via Rastello a Gorizia, diventa il fulcro di un’iniziativa di confronto e progettazione per il territorio transfrontaliero. Il 12 e il 27 maggio sono previsti due incontri pubblici nell’ambito di GO Innovation, un programma coordinato da Netural Coop Impresa Sociale all’interno del PNRR Bando Borghi. L’iniziativa ospita per un mese due esperti di rilievo: la sociologa Elisabetta Chiesa, specializzata in processi partecipativi, e Federico Valentini, co-fondatore dell’associazione RECUP, nota per il recupero di cibo invenduto nei mercati. Entrambi vivranno in città per analizzare le criticità locali e proporre soluzioni concrete che possano coinvolgere attivamente gli operatori dei mercati cittadini, i commercianti e le organizzazioni che già operano sul fronte della povertà, come la Caritas e le realtà di supporto ai senza fissa dimora.
L’area isontina vanta già esperienze consolidate in questo ambito, come dimostrano gli Empori della Solidarietà della Caritas, che nel tempo hanno prestato assistenza a oltre 1.500 persone a Gorizia, e il progetto “Tenga il resto” dedicato alla ristorazione. L’obiettivo della nuova residenza è far evolvere queste pratiche, riflettendo anche sul ruolo dei mercati rionali affinché possano tornare a essere centri di aggregazione sociale. Il primo appuntamento, fissato per il 12 maggio alle ore 18:30, sarà dedicato alla conoscenza dei due innovatori e alla mappatura dei bisogni cittadini. Il secondo incontro, il 27 maggio alla stessa ora, servirà a condividere le conclusioni della residenza e a presentare azioni pratiche nate dal dialogo con la cittadinanza. La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque voglia contribuire a immaginare un futuro in cui lo spreco diventi un’opportunità di sviluppo per Gorizia e Nova Gorica.
articolo di Carlo Mattei


