21 ottobre 2026 – 10:00 – Movimenti insoliti in una zona di campagna alle porte di Staranzano, un viavai di persone che non trovava spiegazione nelle attività agricole del luogo e che ha finito per attirare l’attenzione degli operatori del Commissariato di Monfalcone: è così che il 28 settembre scorso un normale servizio di controllo del territorio si è trasformato in un’operazione antidroga, conclusa con l’arresto di due cittadini pakistani sorpresi, secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, a ridosso di un nascondiglio di cocaina già suddivisa in dosi e pronta per essere ceduta.
L’attività ha avuto origine, come precisato dalla Polizia, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di prevenzione generale svolti dal personale del Commissariato Distaccato di Pubblica Sicurezza di Monfalcone. Durante questi servizi gli operatori hanno notato movimenti sospetti in una zona rurale del Comune di Staranzano, lungo via Sacchetti, caratterizzata da un insolito viavai di persone. Gli agenti hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nell’area e, poco dopo, hanno individuato due uomini che si aggiravano a piedi tra la vegetazione.
Il controllo dei due soggetti, esteso anche alla zona circostante, ha consentito di rinvenire un rilevante quantitativo di cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per la cessione, insieme a materiale per il confezionamento e la pesatura della sostanza e a denaro contante in banconote di diverso taglio. Tutto era stato occultato tra la vegetazione e sotto alcune zolle di terra. Al termine degli accertamenti i due uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotti presso la casa circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre la droga è stata sottoposta a sequestro penale.
Gli arresti sono stati successivamente convalidati dal Tribunale di Gorizia, che ha disposto per uno dei due uomini la custodia cautelare in carcere, presso la casa circondariale di Trieste, e per l’altro il divieto di dimora in Friuli Venezia Giulia. La Polizia di Stato ricorda infine che per i fatti descritti è stato instaurato un procedimento penale e che vige la presunzione di innocenza delle persone interessate fino a sentenza definitiva di condanna.


